Milano, esplosione via Brioschi: vizio parziale di mente per Pellicanò

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L'uomo è accusato di strage: lo scorso giugno svitò il tubo del gas del suo appartamento, causando uno scoppio e la morte di sua moglie e di altre due persone, e il ferimento delle proprie figlie. Il risultato della perizia psichiatrica, se confermato in sede processuale, potrebbe comportare uno sconto di pena

Quando ha agito aveva un “vizio parziale di mente”. È questo il risultato della perizia psichiatrica su Giuseppe Pellicanò, il pubblicitario accusato di strage: nella notte tra l’11 e il 12 giugno scorso, ha svitato il tubo del gas nel suo appartamento in via Brioschi, a Milano, causando un’esplosione. Lo scoppio ha ucciso la moglie di Pellicanò, dalla quale si stava separando, e ferito in modo grave le loro due figlie. Morta anche una coppia di giovani marchigiani che viveva nell’appartamento vicino.

“Vizio parziale di mente” - Pellicanò, arrestato il primo luglio scorso, ha confessato davanti al gip di aver staccato il tubo del gas, ma ha detto di non aver avuto mai intenzione di uccidere l’ex compagna né le bambine (di 7 e 11 anni). Nel suo interrogatorio, aveva spiegato di ricordare quello che aveva fatto solo per fotogrammi, anche a causa degli "psicofarmaci" contro ansia e insonnia che prendeva abitualmente. Dopo la separazione dalla compagna, Pellicanò sarebbe stato affetto anche da una forma di depressione. L'uomo continuava a vivere nella casa che ha fatto esplodere insieme alla donna e alle bambine.

Sconto di pena se perizia verrà confermata nel processo - Se il "vizio parziale di mente" verrà riconosciuto dal giudice anche nel processo che ci sarà (presumibilmente con rito abbreviato, che già prevede lo sconto di un terzo in caso di condanna), la pena di Pellicanò verrà attenuata. Il riconoscimento dell'incapacità totale di intendere e di volere (non accertata nelle perizia da poco depositata), invece, porterebbe ad un'assoluzione.

Perizia da discutere davanti al gip il 24 febbraio - Lo scorso settembre, accogliendo la richiesta di perizia psichiatrica del pm Elio Ramondini per valutare la capacità di intendere e di volere dell'indagato (il procedimento è ancora in fase di indagini), il gip Giusi Barbara aveva dato due mesi di tempo alla professoressa di Criminologia Isabella Merzagora e allo psichiatra Franco Martelli per effettuare la perizia. Perizia che è stata, poi, "ampliata" a metà novembre scorso anche con l'ingresso nel collegio peritale di un neurologo. La perizia è stata ora depositata e sarà discussa davanti al gip Barbara il prossimo 24 febbraio.

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