Rigopiano, Parete a Sky TG24: ho sentito la valanga dietro di me

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Il primo superstite della slavina che ha sepolto e distrutto l'albergo sul Gran Sasso racconta i drammatici momenti della tragedia in cui sono morte 29 persone. AUDIO

“Mia moglie mi ha detto di andare a cercare le medicine nella macchina, e mentre ero lì fuori ho sentito dietro di me dei rami che si spezzavano in rapida successione, come se fosse un animale che ti viene da dietro”. Inizia così il drammatico racconto a Sky TG24 di Giampiero Parete, il superstite della tragedia dell’hotel Rigopiano in cui sono morte 29 persone, che per primo ha lanciato l’allarme sulla valanga che ha investito e sepolto l’albergo di Farindola, sul Gran Sasso. “Poi - continua - ho sentito come una scrosciata d’acqua e mi sono messo a correre verso due alberi che avevo davanti. Quindi mi sono girato e visto tutte quelle macchine capovolte sulla neve”. (Cosa resta dell'hotel: video - foto)

 

Il primo sopravvissuto racconta quegli attimi terribili in cui la valanga si è staccata dalla montagna seppellendo l’hotel e i ricordi della famiglia rimasta sepolta per ore sotto la neve e le macerie. “Mia moglie mi ha raccontato di aver sentito come uno spostamento d’aria e il tetto che veniva giù. Poi, al buio, si è trovata davanti una trave che la separava dai bambini che stavano giocando vicino a lei”. E’ riuscita a fatica a prendere il bambino, continua Parete, mentre l’altra nostra figlia stava a due metri. “Lei un attimo prima la vedeva, stava lì a due metri, ma dopo erano separate come da un muro di detriti e neve”.

 

"Eravamo arrivati la sera prima e la strada era agibile – continua Parete – dall'albergo ci avevano assicurato che non c'erano problemi". E infine il felice epilogo, con la famiglia Parete che, a differenza di quanto avvenuto ad altre famiglie spezzate dalla tragedia, ha potuto finalmente riunirsi: “Quando ci siamo riabbracciati non ci siamo detti niente, ci siamo soltanto stretti forte”.

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