Regeni, un anno dopo. Mattarella: collaborare per arrestare colpevoli

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Il presidente della Repubblica nel primo anniversario dalla scomparsa al Cairo del ricercatore, trovato morto con i segni delle torture. I genitori: “Abbiamo visto il male del mondo ma non siamo soli”. Manifestazioni in tutta Italia

"Da un anno l'Italia piange l’uccisione di un suo giovane studioso, Giulio Regeni, senza che si sia potuto far piena luce sulla tragica vicenda, malgrado gli sforzi intensi della nostra magistratura e della nostra diplomazia". Lo afferma il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella nel primo anniversario dalla scomparsa al Cairo del ricercatore, trovato morto con i segni delle torture. "Il dolore della nostra comunità nazionale è immutato così come immutata rimane la ferma volontà di chiedere giustizia per il crimine efferato che si è accanito contro il giovane".

"Ai familiari rinnovo, a nome di tutti gli italiani, sentimenti di vicinanza e sostegno - prosegue il Capo dello Stato - Nel rendere omaggio alla memoria di Giulio e nel ricordare la sua giovane vita spezzata, chiediamo la collaborazione più ampia ed efficace affinché i colpevoli vengano assicurati alla giustizia".

 

 

#veritapergiulioregeni - "Vicinanza alla famiglia. Impegno con la magistratura per ottenere #veritapergiulioregeni", twitta il premier Gentiloni.

 

Il ministro degli Esteri Alfano: "Un anno dopo la stessa tristezza e dolore. Non ci accontenteremo di nient'altro che la verità". Sul caso interviene anche il Csm. "Fare tutto il possibile per ottenere verità è giustizia, dando il massimo sostegno alla magistratura italiana, in particolare alla procura di Roma, che nonostante le enormi difficoltà, è impegnata a far luce su questa dolorosa vicenda" ha dett il Vice Presidente del Csm Giovanni Legnini, in apertura del plenum. Il Presidente della IX Commissione, competente per i rapporti internazionali, Alessio Zaccaria, ha espresso "la piena umana vicinanza alla famiglia, assicurando la disponibilità a compiere tutte le azioni che possano rivelarsi necessarie per il raggiungimento della verità, in considerazione dell'evoluzione delle indagini in corso e in accordo, ove opportuno, con i Ministeri della Giustizia, degli Esteri nella sede del neo costituito tavolo tecnico congiunto".

 

I genitori di Giulio: "Non siamo soli" - "Abbiamo visto tutto il male del mondo ma non siamo soli". Lo scrivono Paola e Claudio Regeni, i genitori di Giulio, in una lettera pubblicata da 'Repubblica' ad un anno da barbaro delitto. "In questo anno - scrivono - abbiamo visto e stiamo ancora vivendo tutto il male del mondo. Questo male continua a svelarsi pian piano, come un gomitolo di lana, ma questo oltre ad essere il frutto di un costante lavoro di chi segue le indagini è anche il risultato della vicinanza di tutte le persone che in Italia e nel mondo chiedono con noi 'verità per Giulio'". Iniziative per chiedere la verità e rompere il muro di silenzio su mandanti e responsabili della sua uccisione. 

 

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