Colline Prosecco, Martina firma la candidatura dell'Unesco

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Le terre di Conegliano e Valdobbiadene, dove si produce uno fra i più popolari vini al mondo, potrebbero diventare patrimonio mondiale dell'umanità. Il ministro delle Politiche agricole, infatti, ha firmato il dossier. Ora la Commissione nazionale deve decidere se mandare la candidatura a Parigi

Le colline venete del Prosecco potrebbero diventare patrimonio mondiale dell’umanità.  Il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, ha infatti firmato il dossier di candidatura. Nella lista dei patrimoni dell’Unesco potrebbero finire “Le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene”.

Ora l'esame del dossier - Il dossier sarà esaminato domani (26 gennaio) dalla Commissione nazionale italiana per l'Unesco, che dovrà formalmente decidere se inviare a Parigi, sede dell’organizzazione, la candidatura per ottenere l'iscrizione del sito nelle liste Unesco entro il 2018.

Le colline del Prosecco Superiore - Le colline di Conegliano e Valdobbiadene sono le terre del Prosecco Superiore, fra i più popolari vini al mondo. La candidatura, che è stata richiesta anche da una petizione popolare firmata da migliaia di residenti, è stata messa a punto dalla Regione Veneto con l’aiuto delle amministrazioni comunali di quindici Comuni del territorio, della Provincia e della Camera di commercio di Treviso, dei produttori della zona. Al dossier ha lavorato un team di esperti. I lavori sono stati avviati nel 2009. Nell’ottobre 2010, spiega una nota del Mipaaf, l'Unesco decise di inserire il sito di Conegliano e Valdobbiadene nella lista propositiva nazionale. Dopo un lungo lavoro di analisi e ricerca, nel marzo 2015 il sito è stato iscritto nel Registro nazionale dei paesaggi rurali tradizionali, elemento necessario per la candidatura nella lista dell'Unesco.

“Prosecco valorizza un territorio e promuove l’Italia” - “Sosteniamo questa candidatura – ha detto il ministro Martina – perché esprime con forza la capacità del Prosecco di valorizzare un territorio agricolo e promuovere l'Italia nel mondo. Uno degli elementi di forza del dossier è dato proprio dalla positiva convivenza tra lavoro umano ed ecosistema. Vogliamo evidenziare ancora di più il ruolo centrale dell'agricoltura nella salvaguardia della biodiversità del paesaggio rurale. Mi auguro che domani la Commissione confermerà la volontà politica di candidare questo pregevole sito, così da rafforzare il primato italiano in ambito Unesco, primo Paese al mondo per siti dichiarati patrimonio dell'umanità”. 

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