Rigopiano, le vittime salgono a 14. L’equivoco della prima telefonata

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Estratti altri otto corpi, mentre i dispersi dopo la valanga sull'hotel sono ancora 15. La procura indaga per disastro colposo e omicidio plurimo. Intanto emergono i dettagli della conversazione tra la funzionaria della prefettura e l'uomo che per primo ha dato l'allarme della slavina

Sono salite a 14 le vittime accertate della slavina sull’hotel Rigopiano. Gli ultimi due corpi senza vita estratti da ciò che resta dell'albergo appartengono a due donne. Ancora 15 le persone disperse. In totale le persone presenti dentro l'albergo erano 40: 28 ospiti (di cui 4 bambini, tutti salvi) e 12 dipendenti, compreso il titolare Roberto Del Rosso e il rifugiato senegalese Faye Dane.

 

Continuano le ricerche - E le ricerche proseguono senza sosta. "Non ci fermeremo fino a quando non avremo la certezza che non ci sia più nessuno" sotto le macerie o sotto la neve, "dobbiamo continuare a cercare fino alla fine" ha assicurato il funzionario del Dipartimento della Protezione Civile Luigi D'Angelo, facendo un punto sulle ricerche dei dispersi. "Si sta scavando nel cuore della struttura - ha aggiunto - nella zona tra le cucine, il bar e la hall. Fino a quando non avremo trovato tutti andremo avanti". 

 

Le indagini - La procura di Pescara indaga sui soccorsi e sugli eventuali ritardi. Nella giornata di lunedì Cristina Tedeschini, procuratore aggiunto di Pescara, ha spiegato che le ipotesi di reato per cui si procede sono disastro colposo e omicidio plurimo colposo.


Il primo allarme e la catena degli errori - Il quotidiano la Repubblica riporta intanto il testo della telefonata tra la funzionaria della prefettura e Quintino Marcella, l’uomo che per primo ha dato l’allarme della valanga sull’albergo. Dalla conversazione emergono gli equivoci e i malintesi che forse hanno impedito alla macchina dei soccorsi di mettersi in moto subito.

La funzionaria: "E' crollata solo la stalla" - Quando l’uomo spiega di aver ricevuto un messaggio su Whatsapp da Giampiero Pareti - che lo avvisava della slavina e della moglie e dei figli ancora sotto le macerie - la funzionaria risponde così: “Questa storia gira da stamattina. I vigili del fuoco hanno fatto le verifiche a Rigopiano, è crollata la stalla di Martinelli". E quindi, secondo le informazioni in possesso della funzionaria, non l’hotel.

Il direttore del Rigopiano all'oscuro - Ma a confermare questa lettura dei fatti è anche la telefonata fatta poco prima al direttore del Rigopiano. “Di Tommaso però è a Pescara, non a Farindoli - scrive Repubblica - Non sa della valanga, non lo può sapere. E quando lo contattano per verificare, risponde basandosi sulle uniche informazioni di cui dispone in quel momento: l'hotel è a posto, non gli risulta che sia successo niente. Per questo la funzionaria, di fronte alle insistenze di Marcella, sbotta”.

Data ultima modifica 24 gennaio 2017 ore 11:57

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