Sisma nel Centro Italia, un morto e un disperso. Valanga su hotel

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Serie di quattro scosse, tutte sopra magnitudo 5. Epicentro tra Montereale in Abruzzo e Amatrice nel Lazio, dove il campanile della chiesa, lesionato ad agosto e ottobre, è crollato del tutto. Si temono vittime all'hotel di Rigopiano sul Gran Sasso. Una mamma e il suo bambino salvati sotto le macerie della loro casa nel Teramano

Torna a tremare l'intero Centro Italia: 4 scosse di magnitudo superiore a 5 hanno fatto rivivere l'incubo a centinaia di migliaia di persone in Lazio, Abruzzo, Umbria e Marche, già provati da mesi di vita in condizioni difficilissime. Il bilancio, per ora, è di una vittima e di un disperso. Si teme però che ci possano essere vittime dentro un hotel di Rigopiano, nel Pescarese: una valanga ha infatti interessato la struttura e si teme il peggio. Secondo testimoni ci sarebbero tre dispersi. 

 

 

"Condizioni estreme" - "Ogni scossa aggrava le condizioni dei cittadini, ma aumenta anche la nostra determinazione a star loro vicini e ad aiutarli" dice il capo dello Stato Sergio Mattarella. Dai territori devastati sale il grido di dolore dei sindaci, unito alla richiesta di aiuti ed a qualche protesta. La Protezione civile parla di "condizioni estreme" ed invia più uomini e mezzi così come la Difesa. Predisposti i servizi anti-sciacalli.  "Diverse zone non sono state raggiunte, abbiamo contatti ma molte zone sono isolate. Il tutto reso più difficile dalla viabilità”, ha detto il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, che ha anche invitato ad evitare spostamenti.

 

Una vittima e un disperso - La vittima è un uomo di 83 anni rimasto sepolto nel crollo della sua stalla a Castel Castagna (Teramo), a causa delle nevicate e delle scosse. C’è poi un disperso ad Ortolano, un uomo travolto da una slavina che si è staccata sopra le case della frazione di Campotosto (L'Aquila). In serata sono state sospese le ricerche. Decine poi le frazioni isolate, che i soccorritori non sono ancora riusciti a raggiungere a causa delle forti nevicate. Al terremoto si aggiunge infatti un'ondata di maltempo che non dà tregua ormai da giorni e che sta interessando proprio le zone colpite dal sisma.

 

 

Scosse di magnitudo superiori a 5 – La prima scossa è stata registrata dagli strumenti dell'Ingv alle 10.25, con magnitudo 5.1 ed epicentro a 9 km di profondità nei comuni di Montereale, Capitignano, Pizzoli, Barete e Campotosto, in provincia de L'Aquila, e di Amatrice, in provincia di Rieti. La seconda, la più forte, è arrivata alle 11.14, un 5.5 sempre nelle stesse zone e alla stessa profondità. Dopo 11 minuti ancora un'altra scossa, 5.3, una decina di chilometri più a sud, seguita da decine di repliche alcune sopra il 4. E alle 14:45 un altro 5.1, sempre nell'area di Campotosto. "Mai vista", dice l'Ingv, una serie simile a questa. Ad attivarsi, spiegano gli esperti, "è la stessa faglia" che ha distrutto Amatrice e Pescara del Tronto il 24 agosto, anche se a generare il terremoto di oggi è stato un "segmento diverso". Dal 24 agosto sono state registrate 45mila scosse e la sequenza non è ancora terminata.

 

 

Anche a Roma il terremoto si è sentito in maniera molto netta: nella Capitale sono state evacuate le scuole e molti uffici pubblici, chiuse le due linee della metropolitana.

  

 

 

 

Centro Italia sotto la neve - E prosegue anche l’emergenza neve. "Nelle prossime 24 ore e quindi nella nottata e nella giornata di domani la situazione maltempo resterà difficile", ha avvisato io capo della Protezione civile Curcio. Scuole chiuse, famiglie senza luce, vie impraticabili, frazioni isolate, crolli. "L'emergenza non è il terremoto bensì la neve. Abbiamo urgente bisogno di turbine, non bastano gli spazzaneve. Abbiamo frazioni isolate con due metri di neve", è stato il nuovo appello del sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi dove oggi è crollato il campanile della chiesa di Sant'Agostino.

 

Marche e Abruzzo in ginocchio - E stretti nella morsa del ghiaccio e del nuovo evento sismico, anche i Comuni terremotati delle Marche hanno lanciato un appello a tutte le Regioni italiane: "Servono turbine, pale gommate con catene e personale per rimuovere alberi e rami che ostruiscono le strade coperte".

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