Allerta sicurezza e terrorismo, arrestato un sostenitore di Al Qaeda

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Eseguita dalla polizia una misura di custodia cautelare in carcere nei confronti di un presunto affiliato a Ansar Al-Sharia, organizzazione libica considerata legata ad al Qaeda: "Faceva proselitismo"

Perquisizioni in tutto il Lazio nei confronti di sospettati di appartenere a organizzazioni terroristiche e l'arresto di un presunto affiliato a Ansar Al-Sharia, organizzazione libica considerata legata ad al Qaida. E' il bilancio di un'operazione della polizia condotta oggi. L'uomo arrestato si trovava già nel carcere romano di Rebibbia per altra causa.

 

"Andrò a combattere a Siria" - In base alle indagini condotte dal Nic, il Nucleo investigativo centrale della polizia penitenziaria, in coordinamento con la Digos, l'arrestato "ha manifestato atteggiamenti coerenti con l'ideologismo dell'Isis mediante aggressioni intramurarie". L'uomo avrebbe reclutato adepti in carcere e dalle indagini sarebbe stata riscontrata anche la sua "particolare capacità di indottrinamento dei compagni di detenzione". "Una volta libero andrò in Siria a combattere con i fratelli musulmani", avrebbe detto ai compagni di cella.

 

 

La bandiera sospetta - L'indagine del Nic ha avuto inizio subito dopo l'arresto del tunisino perché durante la perquisizione domiciliare la Digos di Roma ha rinvenuto una bandiera riconducibile all'organizzazione terroristica Ansar Al Sharia, oltre a numerosi supporti informatici, telefonia mobile e documenti d'identità (passaporti e patenti di guida intestati a stranieri) di sospetta illecita provenienza. Da quel momento il Nic ha raccolto importanti elementi investigativi che hanno dimostrato non solo la pericolosità dell'uomo, ma anche la sua radicalizzazione violenta di matrice confessionale e una elevata capacità di indottrinamento ideologico.

Data ultima modifica 10 gennaio 2017 ore 12:59

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