Il Colosseo e Pompei diventano parchi archeologici

Il il 20% dei proventi del Parco del Colosseo saranno destinati al fondo di solidarietà per l'intero sistema museale nazionale (Getty Images)
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Lo ha annunciato il ministro della Cultura, Dario Franceschini, illustrando il decreto di riorganizzazione delle Soprintendenze speciali. I due siti verranno gestiti da direttori scelti con una selezione internazionale

Colosseo e Pompei, si cambia. I due simboli per eccellenza dell'arte e cultura italiana - che anche nel 2016 hanno registrato un record di incassi -  diventano Parchi Archeologici.

Lo ha annunciato Dario Franceschini, il ministro dei Beni e delle attività culturali e del Turismo, che entro il 12 gennaio firmerà il decreto di riorganizzazione delle Soprintendenze speciali che comprenderà anche i due siti archeologici. A guidare i due "nuovi" enti saranno direttori scelti attraverso una selezione internazionale. 

 

L’anfiteatro Flavio – “Quella del Colosseo – ha spiegato il ministro - è l'area archeologica più importante del mondo, un simbolo del nostro Paese, e individuare il nuovo direttore di questo Parco archeologico con una selezione internazionale è un grande passo in avanti”. L’area comprenderà oltre all’anfiteatro anche il Palatino, il Foro e la Domus Aurea, che già oggi sono visitabili con un unico biglietto. Per l’istituzione definitiva, però, dopo la firma del decreto ministeriale, bisognerà attendere prima il confronto con i sindacati e poi il passaggio definitivo alla Corte dei Conti. Con l'atto la Soprintendenza archeologica speciale perde la gestione del nuovo Parco del Colosseo ma incorpora le competenze attualmente affidate alla soprintendenza ordinaria, che viene soppressa, con il compito di occuparsi dell'intero territorio di Roma. Al nuovo ente, che prende il nome di Soprintendenza speciale archeologia, belle arti e paesaggio di Roma, verrà garantita una percentuale del 30% degli introiti dei biglietti del Parco del Colosseo oltre i fondi ordinari provenienti dal ministero. Il restante 70% dei ricavati dagli oltre 6 milioni e 400 mila visitatori annui sarà destinato per il 20% al fondo di solidarietà per l'intero sistema museale nazionale e l’altro 50 rimarrà al Parco. Infine nel decreto trova conferma il progetto di ricostruzione della pavimentazione dell'arena dell’Anfiteatro.

 

Il Parco di Pompei – Anche il sito ai piedi del Vesuvio, ha annunciato Franceschini, diventerà un parco archeologico, e a dirigerlo sarà un direttore scelto con una selezione internazionale, come è già avvenuto per 30 musei e siti italiani, dagli Uffizi a Brera. La selezione, però, a differenza del Parco del Colosseo che sarà immediata, avverrà  solo alla scadenza dell'incarico dirigenziale dell'attuale soprintendente, Massimo Osanna. È incontestabile che ovunque in Italia il passaggio ai musei autonomi ha portato a un miglioramento su tanti fronti: dai visitatori che sono cresciuti a migliori servizi – ha concluso il ministro - È un percorso lento, che nel Paese andrà a velocità differenziate, ma che sta portando frutti”.

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