"Sono indeciso se fare una strage", espulso tunisino a Ravenna

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Il 26enne, allontanato per motivi di sicurezza dello Stato, è stato trovato in possesso di file di propaganda jihadista. Il capo della Polizia Gabrielli: "Non sottovalutiamo ma nemmeno amplifichiamo"

"Sono indeciso se fare il bravo o fare una strage, ci devo pensare". Scriveva così su Facebook un 26enne tunisino residente a Ravenna, espulso con un provvedimento firmato dal ministro dell'Interno Marco Minniti per motivi di sicurezza dello Stato. Si tratta della seconda espulsione del 2017: salgono così a 134 i soggetti dell'estremismo religioso espulsi con accompagnamento  alla frontiera dal gennaio 2015 ad oggi.

 

La radicalizzazione del tunisino - "Grazie alle indagini svolte dai servizi di sicurezza e di prevenzione - fa sapere il Viminale - è stato accertato che lo straniero aveva  stretto amicizia 'virtuale' con un aspirante foreign fighter tunisino  sottoposto a fermo nel 2015 prima che partisse da Ravenna per  raggiungere il teatro siro-iracheno e attualmente detenuto per reati  di terrorismo". File di propaganda jihadista sono stati trovati in computer e dispositivi in possesso del giovane.

 

Gabrielli: "Non amplifichiamo e non sottovalutiamo" - “Il mondo dell'informazione, dell'intelligence, delle forze di polizia, è alimentato da ipotesi: come si usa dire lavoriamo a 360 gradi, non è un modo di dire, non sottovalutiamo niente ma non amplifichiamo nemmeno le cose" ha commentato il capo della polizia, Franco Gabrielli a Bologna, a margine della tradizionale festa della Befana della polizia, promossa dal sindacato Sap. "Intelligence e controllo del territorio - ha concluso il capo della polizia - sono i due pilastri con i quali si costruisce il sistema della sicurezza nel nostro Paese.

 

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