La Cina verso il progressivo divieto per auto a diesel e a benzina

Pechino anche nel 2017 si è confermata una delle città più inquinate del mondo (Getty Images)
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Il governo del Paese sarebbe già al lavoro su un programma per vietare la produzione e la messa in commercio di veicoli alimentati con energie tradizionali

Una Cina completamente libera da auto alimentate a diesel o a benzina potrebbe non essere un miraggio. Secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa Xinhua, il governo di Pechino starebbe studiando un piano articolato in più passi per arrivare, nei prossimi decenni, a vietare la commercializzazione delle auto a combustibili fossili. 

Largo a ibridi ed elettiche

A svelare il progetto sarebbe stato Xin Guobin, viceministro dell'Industria, a Tianjin, durante un forum dedicato allo sviluppo dell'industria automobilistica. L'industria globale guarda sempre più a veicoli "intelligenti", puliti ed elettrici. Per questo anche la Cina ha dato avvio a un programma che porti alla progressiva riduzione della produzione e messa in vendita di veicoli alimentati con energie tradizionali. Secondo quanto riferisce anche la Reuters, la tabella di marcia aggiornata dovrebbe prevedere veicoli elettrici (o ibridi) in misura pari all'8% del totale nel 2018, salendo poi al 10% l'anno successivo e al 12% nel 2020. Nel 2025 un quinto delle auto vendute dovrà essere "green". Traguardi ambiziosi, ma sostanzialmente in linea con quanto annunciato da Francia e Gran Bretagna, che vorrebbero lo stop completo alle nuove auto con alimentazione diesel e benzina entro il 2040.

Risparmio e pulizia

La via intrapresa dalla Cina e da tutti i maggiori Paesi europei ha un doppio obiettivo: il primo è quello di ridurre l'inquinamento e di arginare, per quanto possibile, il cambiamento climatico. Il secondo è legato a motivazioni economiche: il prezzo del petrolio e la sua esauribilità nel medio lungo periodo, abbinato alla competitività delle industrie nazionali rispetto alle concorrenti estere. Il ministro Xin prevede per il comparto "tempi turbolenti" e incoraggia i produttori ad accettare la sfida e a calibrare per tempo le proprie strategie.

Sussidi e incentivi

Il governo cinese metterà a disposizione delle proprie aziende, per guidare questa transizione, molte risorse economiche. Ci saranno sussidi per spingere la nascita della "nuova industria automobilistica cinese" ma - come spiegava proprio a Tianjin l'alta dirigente del ministero delle Finanze, Song Qiuling - si vuole a tutti i costi evitare che questi fondi vengano "abusati", portando a un'espansione insensata, motivata da fini puramente speculativi. Per questo motivo - riporta ancora Xinhua - i sussidi potrebbero essere gradualmente ridotti, potenziando di pari passo gli strumenti creditizi a sostegno delle realtà industriali.

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