Il 29 agosto è la giornata internazionale contro i test nucleari

La prima esplosione nucleare della storia è datata 16 luglio 1945 in un sito a circa 340 chilometri a sud di Los Alamos, sulle pianure dell'Alamogordo Bombing Range, in New Mexico (Foto: archivio Getty Images)
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Istituita dalle Nazioni Unite il 2 dicembre del 2009, intende promuoverne la cessazione allo scopo di limitarne le conseguenze sulla popolazione nel contesto di un mondo più sicuro

È passato più di mezzo secolo dal primo test missilistico del 16 luglio 1945. Da allora i test nucleari completati sono stati circa duemila. Considerati un segno tangibile dell’innovazione militare e scientifica, negli anni ne sono stati trascurati gli effetti devastanti per la vita umana e l’ambiente. Per questa ragione, le Nazioni Unite hanno istituito il 2 dicembre del 2009 una Giornata internazionale che promuovesse la loro cessazione all’interno di un mondo pacifico e più sicuro.

I primi test

La prima esplosione nucleare della storia è datata 16 luglio 1945. Un dispositivo di implosione al plutonio fu testato in un sito a circa 340 chilometri a sud di Los Alamos, sulle pianure dell’Alamogordo Bombing Range in New Mexico, località nota come "Jornada del muerto" (Giorno dei morti). Il nome in codice dato dal fisico statunitense J. Robert Oppenheimer all’operazione e ispirato dalla poesia di John Donne fu "Trinity". L’esplosione sollevò una torre di circa 150 piedi (quasi 46 metri) e rilasciò oltre 18 chilotoni di potenza. Per comprendere la portata della denotazione, un chilotone è l’equivalente dell’energia liberata dall’esplosione di mille tonnellate di tritolo. L’operazione superò i test e consegnò all’esercito americano un’arma tanto micidiale quanto devastante, come dimostrato dalle bombe sganciate sulle città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki. Da quel primo test si calcola che ce ne siano stati sinora altri duemila.

La risoluzione dell'Onu

Inizialmente considerati segno dell’innovazione tecnologica e scientifica, soprattutto durante gli anni della Guerra Fredda, la corsa agli armamenti ha trascurato quelli che potevano essere gli effetti sulla vita umana e l’ambiente, certificati dalla storia. Il 2 dicembre del 2009, durante la 64esima Assemblea generale delle Nazioni unite, venne istituita la Giornata mondiale contro i test nucleari, fissando la data il 29 agosto. Non un giorno casuale, visto che celebra la chiusura del Poligono nucleare di Semipalatinsk in Kazakistan, avvenuta il 29 agosto del 1991. Nelle intenzioni dell’Onu, l’istituzione di questa giornata ha rappresentato un passo fondamentale per accrescere la consapevolezza degli effetti di un’esplosione nucleare allo scopo di arrivare un giorno alla totale cessazione dei test in un mondo libero da questo tipo di armi. Esiste, in realtà, anche un trattato antecedente alla risoluzione del 2009. Si tratta del Comprehensive Nuclear-Test-Ban Treaty (CTBT), uno strumento internazionale finalizzato a porre fine ad ogni tipo di test nucleare, che tuttavia non è mai entrato di fatto in vigore.

Un mondo senza missili nucleari

Ogni anno, dal 2009, si celebra la Giornata internazionale contro i test nucleari attraverso iniziative portate avanti in tutto il mondo come simposi, conferenze e letture accademiche. Il 26 settembre del 2013, l’Assemblea generale delle Nazioni unite ha istituito anche la Giornata internazionale per la totale eliminazione dei missili nucleari, celebrata per la prima volta il 26 settembre dell’anno successivo. La speranza, come si legge sul portale delle Nazioni Unite, è che un giorno tutti i missili nucleari possano essere eliminati. “Fino a quel momento – si legge – sarà necessario osservare la Giornata internazionale contro i test nucleari, mentre lavoriamo per la promozione della pace e la sicurezza nel mondo”.

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