Wwf, consumo del suolo: il 10% dell'Italia è artificializzato

Quartiere di Porta Nuova a Milano (Fotogramma)
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Urbanizzazione crescente, strade e autostrade, oltre che una motorizzazione privata seconda solo al Lussemburgo in Europa tolgono spazio al capitale naturale. L'allarme dell'organizzazione per la protezione ambientale

Il consumo del suolo in Italia continua ad essere un problema. Il nostro Paese cresce in urbanizzazione e infrastrutture a discapito di habitat ecologicamente intatti. Complessivamente, la quota di territorio completamente 'artificializzato' sarebbe del 10%. È questo il dato più significativo che emerge dal nuovo report 2017 dal titolo "Caring for our soil - Avere cura della natura dei territori", stilato dal Wwf Italia in collaborazione con docenti universitari ed esperti degli istituti di ricerca Ispra e Istat. Contenere il consumo del suolo è fondamentale per adattarsi ai cambiamenti climatici e ridurre fenomeni naturali catastrofici. Nel rapporto, anche delle proposte innovative per lo sviluppo delle "green cities".

Urbanizzazione e infrastrutture

Tra le ragioni principali che stanno facendo perdere terreno al nostro capitale naturale ci sono la crescente urbanizzazione e le infrastrutture, in particolare strade e autostrade, che devono far fronte ad una motorizzazione privata seconda solo al Lussemburgo in Europa. L'Italia, infatti, come si legge nel report, ha una media di 608 veicoli per mille abitanti. L'urbanizzazione cresce anche a ridosso delle aree naturalistiche di interesse comunitario. Negli ultimi 50 anni, infatti, secondo il rapporto, sarebbe salita da 84 a 300 mila ettari, con un incremento medio su scala nazionale del 260%. Non è da meno anche l'entroterra. Nei comuni appenninici situati nelle aree a maggior rischio sismico, l'urbanizzazione sarebbe aumentata del 3% l'anno nell'ultimo mezzo secolo, occupando complessivamente un'area di circa 2.200 chilometri quadrati: l'equivalente dell'attuale superficie urbanizzata in Emilia Romagna.

Diminuiscono gli habitat ecologicamente intatti

In Italia gli habitat ancora completamente incontaminati sono in costante riduzione. Solo l'11% dei fiumi alpini non sarebbe stato toccato da interventi artificiali o dallo sfruttamento, mentre appena il 30% delle coste sarebbe rimasto nel suo stato naturale a fronte del 50% che risulterebbe compromesso. L'80% delle dune, poi, sarebbe completamente scomparso. Sono questi i dati che cita la presidente del Wwf Italia, Donatella Bianchi, la quale aggiunge anche che "contenere il consumo del suolo è fondamentale per limitare il rischio idrogeologico, garantire la resilienza dei sistemi naturali e favorire l'adattamento ai cambiamenti climatici". Sarebbe indispensabile a questo scopo, secondo la Bianchi, stabilire per legge quali siano le soglie da non superare per tutelare l'ambiente.

Le proposte

Nel report vengono anche avanzate delle proposte per cercare di far crescere in maniera sostenibile le nostre città e infrastrutture. Tra queste, la possibile adozione da parte dei comuni di un "bilancio del consumo del suolo" finalizzato al riutilizzo di spazi ed edifici attraverso un sistema di incentivazioni e sanzioni descritto, peraltro, in una proposta di legge depositata in Parlamento. E infine, la realizzazione di insediamenti in cui si possa raggiungere un'autosufficienza energetica e il recupero di territori dismessi da convertire in giardini condivisi o orti urbani.



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