Oceani da proteggere, preziosi ma mai così a rischio: appello dell'Onu

Barriere coralline a rischio per lo sbiancamento causato dal riscaldamento globale (GettyImages)
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In occasione della Giornata mondiale dell'8 giugno, l'invito delle Nazioni Unite a salvaguardare i nostri mari. Nemico numero uno la plastica, ma anche la pesca eccessiva e i cambiamenti climatici. LO SPECIALE SKY: Un mare da salvare

Invertire la rotta e porre rimedio ai danni che l'uomo ha causato. È l'appello per gli oceani, un bene prezioso "ma mai così a rischio", lanciato dall'Onu in vista della Giornata mondiale che si celebra l'8 giugno. Il nemico principale è la plastica che inquina i mari in ogni angolo del globo, insieme allo sfruttamento non sostenibile delle risorse ittiche e agli effetti dei cambiamenti climatici.

"Il nostro oceano, il nostro futuro"

Lo slogan scelto quest'anno dalle Nazioni Unite per la Giornata dell'8 giugno è "Our Ocean, Our Future", a sottolineare l'importanza che gli oceani rivestono per l'uomo. Ricoprono più dei due terzi del nostro pianeta e solo una minima parte (scarso il 2%) ne è pienamente tutelato; rappresentano il 99% dello spazio abitabile del pianeta, esplorato per meno del 10%. Ci danno da mangiare e anche da respirare: non tutti sanno che il grosso dell'ossigeno che respiriamo viene prodotto dal fitoplancton. Riducono l'impatto dei gas serra sul clima assorbendo circa un quarto dell'anidride carbonica emessa nell'atmosfera in seguito di attività umane.

Plastica, nemico numero uno

Oceani preziosi eppure al posto di proteggerli, li danneggiamo. La plastica è la piaga principale: ce n'è talmente tanta che potrebbe addirittura superare (per peso) la quantità di pesce entro il 2050, se non si inverte la rotta. Purtroppo l'elenco delle minacce è lungo: inquinamento, rifiuti, il sovrasfruttamento della pesca, che soffre anche di illegalità, l'acidificazione delle acque, i cambiamenti climatici. Fenomeno "negato" dal presidente americano Donald Trump, ma che trova conferme negli studi scientifici. Oltre che negli occhi di chiunque si trovi di fronte allo sbiancamento delle barriere coralline.

 

 

A New York la Conferenza sugli oceani

Se il responsabile dei danni è l'uomo, allora è nostro dovere agire per invertire la rotta. Il monito è arrivato dal segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, che ha inaugurato la Conferenza sugli oceani che si svolge fino a venerdì nella sede delle Nazioni Unite. "Dobbiamo mettere da parte i vantaggi nazionali a breve termine", ha detto, "per prevenire una catastrofe generale di lungo periodo", soprattutto perché "preservare i nostri oceani" e "usarli in modo sostenibile, vuol dire preservare la vita stessa".

Secondo stime citate da Guterres, negli oceani ci sono oltre 150 milioni di tonnellate di plastica. "In uno scenario che non prevede azioni di contrasto nel 2025 gli oceani conterranno una tonnellata di plastica per ogni tre di pesce e per il 2050 ci sarà più plastica, per peso, che pesce". Anche il clima è un fattore di minaccia: le emissioni di carbonio stanno provocando l'innalzamento del livello dei mari e rendendo le acque più acide, con sempre meno ossigeno. La conferenza Onu, che riunisce presidenti, ministri, diplomatici ed esperti provenienti da 200 Paesi, vuole dare impulso in particolare all'attuazione dell'obiettivo 14 degli impegni dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.

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