Cambiamento climatico, in futuro un Antartide sempre più "verde"

In Antartide la flora occupa appena lo 0,3% del continente. Nella foto, l'Antartide presso Capo Roberts (Getty Images)
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Secondo un nuovo studio condotto su muschi e microbi della penisola, si sarebbe verificato negli ultimi 50 anni un aumento dell'attività biologica dovuta al riscaldamento globale

L'immagine di un paesaggio imbiancato e incontaminato associata all'Antartide rischia di diventare solo un ricordo a causa del cambiamento climatico. Il continente polare, infatti, starebbe diventando sempre più "verde" a causa dell'aumento dell'attività biologica dell'area dovuta al riscaldamento globale. È quanto emerge da un nuovo studio condotto dalle università di Exeter, Cambridge e dalla British antarctic survey, pubblicato sulla rivista "Current biology". Il fenomeno, secondo i ricercatori, sarebbe molto più esteso che in passato e potrebbe portare alla prevalenza della terra libera su quella coperta dai ghiacci.

Lo studio sui muschi

Il gruppo di ricerca ha analizzato i nuclei dei banchi di muschi allo scopo di studiare i cambiamenti nella flora della penisola antartica avvenuti nell'arco degli ultimi 150 anni. Per farlo sono stati presi in esame diversi fattori come il tasso di crescita dei muschi, l'attività microbiotica e il livello di carbonio nelle piante, che indica quanto siano favorevoli le condizioni per la fotosintesi in un dato momento. I risultati hanno rivelato che il riscaldamento globale negli ultimi 50 anni avrebbe stimolato l'attività biologica: il tasso di crescita del muschio, infatti, sarebbe attualmente quattro o cinque volte superiore rispetto a quello del 1950.

Colpa del riscaldamento globale

La vita delle piante in Antartide è decisamente limitata: nel complesso la flora occupa appena lo 0,3% del territorio. Tra le specie che crescono su questo continente c'è il muschio, che per gli studiosi ha una caratteristica importante: si conserva a lungo nei sedimenti freddi. Per questa ragione ha dato la possibilità agli esperti di studiare come il mondo vegetale abbia reagito ai cambiamenti climatici in questa regione nel corso degli anni. Ebbene durante la seconda metà del ventesimo secolo l'Antartide ha sperimentato un rapido aumento delle temperature: un incremento di circa mezzo grado ogni dieci anni. "L'Antartide – ha spiegato al "Guardian" Matt Amesbury, coautore dello studio dell'Università di Exeter – non sarà mai completamente verde, ma diventerà più verde di quello che è attualmente". La ragione andrebbe ricercata, secondo gli esperti, nella concomitanza di due fattori: il ritiro dei ghiacci dovuto al riscaldamento globale; e la capacità dei muschi di colonizzare le nuove aree che si stanno progressivamente liberando.

In arrivo una colonizzazione di specie "aliene"?

I risultati delle analisi hanno spinto i ricercatori ad affermare che in tutta la penisola antartica i banchi di muschi starebbero reagendo al riscaldamento globale. L'incremento delle temperature ha effetti anche sulle stagioni: la primavera arriva prima con la conseguenza che i ghiacci si sciolgono anzitempo e la vegetazione ha a disposizione un periodo di tempo più lungo per crescere. I ricercatori suggeriscono che, in futuro, anche un modesto incremento delle temperature potrebbe portare a significativi cambiamenti negli ecosistemi dell'Antartide. Ma ci sarebbe di più. L'aumento del numero di visitatori nel continente potrebbe rendere più facile la colonizzazione di specie che provengono da altre zone del pianeta. "La probabilità che questo accada – spiega sempre al "Guardian" Thomas Roland dell'Università di Exeter – sono molto basse, ma rimane comunque una possibilità che trasformerebbe il volto di questa regione remota, in gran parte incontaminata e molto iconica".

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