Allarme per i ghiacciai del Montana: in 50 anni ridotti anche dell'85%

Un'escursione su un ghiacciaio (Foto di archivio Getty Images)
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La riduzione drastica, dovuta al riscaldamento globale, è emersa da una ricerca elaborata dallo U.S. Geological Survey e dall'Università di Portland, basata sulle immagini satellitari catturate fra il 1966 e il 2015

A causa del riscaldamento globale, il numero e l'estensione dei ghiacciai del Montana (Stati Uniti) si sono ridotte drasticamente negli ultimi 50 anni. Lo rivelano i dati di uno studio elaborato dallo U.S. Geological Survey (Usgs) e dall'Università di Portland. In media, la superficie dei ghiacciai del Glacier national park si è diminuita del 39% e, dei 150 esistenti nel 1966, restano solo 26 formazioni estese a sufficienza per poter essere propriamente definite “ghiacciai”.

Ghiacciai in ritirata

Per calcolare le proporzioni del fenomeno i ricercatori hanno confrontato le immagini catturate dai satelliti tra il 1966 e il 2015. I risultati rivelano con evidenza come da anni il clima stia giocando fortemente a sfavore dei ghiacciai del Montana. Il più grande rimasto, quello di Harrison, si è ridotto del 19% nell'ultimo mezzo secolo. Gli altri sono arrivati a cedere fino all'85% dell'estensione originaria, con soltanto 26 ghiacciai che restano più grandi della “soglia base” di 100 ettari. I ricercatori non hanno il minimo dubbio che, per quanto questa traiettoria possa essere corretta, l'esito, nel giro di pochi decenni, sarà inevitabile: tutti i ghiacciai del Parco del Montana, che attira ogni anno 3 milioni di visitatori, scompariranno. Le conseguenze, secondo quanto spiega lo scienziato dell'Usgs, Daniel Farge, potranno farsi sentire anche sulla vita acquatica in quanto la diminuzione dei ghiacci "modifica il volume dell'acqua che scorre, la sua temperatura".

Le cause

Il cambiamento climatico, nel corso degli ultimi decenni, ha reso le piogge invernali più frequenti nel Montana, a discapito delle nevicate; inoltre, la primavera tende ad anticipare il rialzo delle temperature, il che anticipa lo scioglimento delle nevi di almeno due settimane rispetto al 1966. Da un lato l'arretramento dei ghiacciai del Montana era iniziato già dal 1910, fanno sapere i ricercatori, dall'altro è solo dal 1970 che i ritmi subiscono una significativa accelerazione. "I ghiacciai sono cresciuti e sono diminuiti con diverse fluttuazioni climatiche, ma questa è la prima volta che stanno volgendo verso una certa estinzione", ha detto al Guardian il dottor Daniel Farge dello Usgs, "Questa è la prima volta in 7mila anni che si sperimentano queste temperature e precipitazioni. Non c'è speranza di sopravvivere per i ghiacciai”. Nemmeno se le temperature smettessero di crescere, conclude. Numerose ricerche avevano già evidenziato come quello dello scioglimento dei ghiacci sia un fenomeno di scala planetaria.

 

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