Emergenza idrica, acquedotti italiani perdono oltre il 38% di acqua

Allarme per gli acquedotti italiani: perdono troppa acqua (Getty Images)
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Le maggiori perdite al Sud, Milano virtuosa. I dati emergono dal rapporto Istat presentato in occasione del World Water Day 2017

Più di un terzo dell'acqua immessa all'interno degli acquedotti viene dispersa. Il quadro allarmante emerge dai dati Istat presentati mercoledì 22 marzo in occasione della Giornata mondiale dell'acqua. Per la precisione il 38,2% delle risorse idriche presenti nelle tubature va sprecato. Le perdite maggiori si registrano al Sud, spesso in sofferenza nei mesi estivi.

Potenza fanalino di coda – La maglia nera tra i comuni capoluogo spetta a Potenza, in Basilicata, dove negli acquedotti si registra una perdita del 68,8% di acqua. Seguono Campobasso, Molise, con il 67,9%, e Cagliari (59,3%), in Sardegna. Proprio la Sardegna, con Sicilia e Puglia – che seguono rispettivamente con Palermo (54,6% di dispersione) e Bari (52,3) – è tra le regioni a soffrire maggiormente la scarsità idrica in estate.

Milano città virtuosa – Secondo i dati del rapporto Istat sulle risorse idriche, presentato durante un convegno alla Camera in occasione della Giornata dedicata all'acqua istituita dall'Onu, il capoluogo più virtuoso è Milano: qui l'acqua dispersa è “soltanto” il 16,7%. Alle spalle del capoluogo lombardo si piazzano Aosta (24,5%), Bolzano (26,5), Genova (27,4) e Torino (27,9).



245 litri di acqua pro capite –
Sempre stando ai dati forniti dall'istituto di statistiche, ogni italiano consuma in media 245 litri di acqua potabile al giorno, mentre le famiglie spendono tredici euro al mese per la fornitura e dieci per l'acquisto di acqua minerale. Un dato positivo: nel periodo compreso tra il 2001 e il 2010, si è registrato un aumento di circa il 6% della quantità di risorse idriche rinnovabili rispetto ai trent'anni precedenti. Il deflusso totale medio complessivo a mare di corsi d’acqua e acque sotterranee è stato infatti di 123 miliardi di metri cubi contro i 116 miliardi del periodo 1971-2000.



I ghiacciai si ritirano –
Anche la media delle precipitazioni registrate è superiore – dell’1,8% – a quella del trentennio compreso tra 1971 e 2000. A partire dagli anni Ottanta, però, i ghiacciai alpini sono gradualmente regrediti, con il culmine nel 2007 quando il 99% di quelli monitorati risultava in ritiro; una quota che è ridiscesa all'88% nel 2014. Il ghiaccio andato perduto sull'arco alpino ad oggi corrisponde, in termini di volume, a circa quattro volte la capacità del Lago Maggiore.

 

Utilizzi dell'acqua in Italia – Stando ai prelievi effettuati nel 2012, infine, questa la ripartizione delle destinazioni d'uso dell'acqua nel nostro Paese: il 46,8% viene utilizzata per l'irrigazione delle coltivazioni, il 27,8% è destinato a usi civili, il 17,8% a scopi industriali; il 4,7% delle risorse idriche sono sfruttate per produrre energia termoelettrica mentre il restante 2,9% è impiegato nella zootecnia.

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