Siglato un accordo per la salvaguardia dei delfini di Roma

Il Tursiope è uno dei delfini più diffusi nell'area del Mediterraneo (Getty Images)
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L'intesa con la Capitaneria e la Raffineria della capitale permetterà ai ricercatori della onlus "Oceanomare Delphis" di effettuare attività di studio in aree finora interdette

I delfini che abitano il mare di Roma saranno maggiormente tutelati rispetto al passato, con attività di salvaguardia della specie e di conservazione dell'ambiente marino, in forza dell'accordo di programma firmato dalla Capitaneria di porto della capitale, da Raffineria di Roma e dalla onlus Oceanomare Delphis, organizzazione che studia i cetacei nel Mediterraneo e in particolare nelle acque marittime romane.

 

La zona tutelata - Il tratto di mare interessato è quello compreso fra Fiumicino, Ostia e Torvaianica e include anche l'area marina protetta delle Secche di Tor Paterno. Grazie all'accordo ora sarà concesso ai ricercatori del progetto "Delfini Capitolini" di Oceanomare Delphis l'accesso alle zone di mare che ordinariamente vengono riservate al traffico mercantile e, quindi, sono interdette a pesca e navigazione. L'area è particolarmente interessante, dato che al suo interno sono stati individuati almeno 150 esemplari diversi che la frequentano avendola giudicata - spiegano i ricercatori - come particolarmente favorevole per l'alimentazione e la riproduzione. 

 

L'accordo di programma - Il progetto "Delfini Capitolini" si propone di studiare particolari come il comportamento, l'uso dell'habitat o l'interazione con le attività umane di una particolare specie di delfino (il tursiope, comune nel Mediterraneo ma che vive in comunità spesso isolate e lontane geograficamente fra loro e perciò complicato da studiare), molto duffuso in acque in cui - oltretutto - la presenza dell'uomo e delle sue attività è molto impattante. Fino ad ora ostacoli di tipo legislativo e burocratico escludevano dal campo d'azione di "Delfini Capitolini" le aree di fronte a Fiumicino, off limits per via delle attività mercantili che si svolgono al loro interno. Adesso, grazie alla firma dell'accordo multilaterale, in assenza di operazioni marittime o di manutenzione all'interno della zona, i ricercatori protranno, previa autorizzazione, svolgere le proprie attività di monitoraggio.

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