L'appello degli scienziati: salvare le scimmie dal rischio estinzione

Un esemplare femmina di scimmia protegge il suo cucciolo dal freddo a Tangmarg in India (Getty Images)
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Un gruppo di ricercatori ha lanciato l’allarme attraverso uno studio pubblicato su “Science advances”: il 60% delle specie di primati rischia di sparire. Evitarlo è possibile

Delle 504 specie di primati presenti nel mondo, circa il 60% sarebbe minacciato dal rischio estinzione. Distruzione dei loro habitat e cambiamento climatico sarebbero tra le cause principali di questa moria. Lo scrive in una ricerca, pubblicata su “Science advances”, condotta da un team composto da 31 ricercatori guidati dal professor Paul Garber dell’Università dell’Illinois e Alejandro Estrada della National autonomous university del Messico. Nello studio sono stati evidenziati anche i motivi per cui sarebbe importante battersi per la sopravvivenza di questi animali: essi, infatti, non solo svolgerebbero un ruolo fondamentale nella cultura e nella religione di alcune società, ma offrirebbero anche la possibilità di studiare l’evoluzione umana, la sua biologia e la minaccia delle malattie emergenti.

 

Una specie a rischio – Esistono nel mondo circa 504 specie di primati. Il 60% di queste, secondo i ricercatori, sarebbe minacciato dall’estinzione, mentre il 75% starebbe subendo una diminuzione della propria popolazione. Diverse specie di lemuri si sarebbero ridotte a poche migliaia di esemplari. Addirittura, nel caso del gibbone di Hainan, un primate ominoide che vive nella parte più meridionale della Cina, ne sarebbero rimasti meno di trenta. Secondo il professor Garber, se non si agisce in fretta, molte di queste specie di primati spariranno entro i prossimi 25 anni.

 

Le cause dell’estinzione – Per il team di ricerca, la colpa dell’estinzione dei primati sarebbe da imputare principalmente agli esseri umani che hanno esercitato una pressione crescente sugli habitat di questi animali. “L’orango di Sumatra – ha detto a Independent il professor Garber – ha perso il 60% del proprio habitat tra il 1985 e il 2007”. La costruzione di impianti industriali, l’agricoltura, l’estrazione di gas e petrolio e l’espansione delle infrastrutture stradali stanno togliendo sempre più spazio alle scimmie. I primati – si legge nella ricerca – rischiano di estinguersi a causa di una concomitanza di fattori: perdita e degrado degli habitat, l’isolamento delle varie specie in paesaggi frammentati, ma anche la caccia, le malattie e il cambiamento climatico. “Le attività agricole – aggiunge Garber – sono la causa della scomparsa degli habitat del 76% di primati nel mondo. In particolare, la produzione di olio di palma, soia e gomma sta spazzando via milioni di ettari di foresta”.

 

L’importanza dei primati – Nonostante il rischio di estinzione imminente per molti primati, i ricercatori sono ancora convinti che la loro conservazione sia possibile. Dalla ricerca emerge, infatti, ottimismo: “Le pressioni ambientali umane, causa della diminuzione nella popolazione delle scimmie, possono ancora essere invertite”. Questi animali sono una componente essenziale per la biodiversità tropicale perché contribuiscono alla rigenerazione delle foreste e alla salute dell’ecosistema. “La sensibilizzazione scientifica e pubblica globale – concludono i ricercatori – sulla situazione dei primati nel mondo e sui costi della loro perdita è un imperativo”.

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