Torino, processo Ream: assolta Appendino. La ex sindaca: “Riconosciuta la mia buona fede”

Piemonte

In primo grado l'ex sindaca era stata condannata a 6 mesi per un'ipotesi di falso. La pronuncia del giudice riguarda anche il suo capo di gabinetto, Paolo Giordana, e l'assessore al Bilancio, Sergio Rolando

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La Corte di Appello di Torino ha assolto l'ex sindaca Chiara Appendino dalle accuse mosse nell'ambito del processo Ream. La pronuncia del giudice riguarda anche il suo capo di gabinetto, Paolo Giordana e l'assessore al Bilancio Sergio Rolando. In primo grado la Appendino era stata condannata a 6 mesi di reclusione per una ipotesi di falso.

Le accuse cadute

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In primo grado Appendino era stata condannata a 6 mesi di reclusione per una ipotesi di falso. La procura le contestava il mancato inserimento nel bilancio comunale di un debito di cinque milioni di euro maturato dalla città nei confronti della società Ream per la conversione dell'ex area Westinghouse.

Appendino: “Confermata la mia buona fede”

L'ex sindaca, in aula, ha accolto la sentenza in lacrime. "Sono state lacrime liberatorie. Ma anche lacrime di gioia. È stata confermata la mia buona fede", ha detto Appendino, dopo la sentenza di assoluzione "È stata una pagina dolorosa, ma ora sono contenta e non vedo l'ora di riabbracciare la mia famiglia", ha aggiunto la ex prima cittadina.

"Ringrazio - ha proseguito Appendino - gli avvocati che mi hanno accompagnato e hanno sempre creduto in me. Ringrazio ovviamente la Corte. E ringrazio anche la mia maggioranza e la mia giunta di allora, che mi difesero: se è facile farlo oggi, era difficile farlo allora. Ero consapevole - ha spiegato - che avrei potuto ribaltare la sentenza. Ero in buona fede ed ero certa che prima o poi la verità sarebbe emersa. Per fortuna di gradi di giudizio non ce n'è uno solo".

Giordana: "È la fine di un incubo"

"Per me rappresenta la fine di un incubo durato sei lunghissimi anni, durante i quali le persone a me care e i miei avvocati mi hanno dato la forza di reggere", ha detto invece Giordana. "Per una persona onesta trovarsi sotto processo è un peso enorme da sopportare, peso che inevitabilmente ricade anche sulle persone con le quali si condividono le gioie e i dolori della vita", ha aggiunto Giordana che non era presente alla lettura della sentenza. “Spero di aver fatto tesoro di questa prova e da questa assoluzione riparto perdonando coloro che hanno trasformato la dialettica politica in una guerra di demolizione sistematica dell'avversario. Mi auguro per tutti e per la mia Torino, che amo e che servo con dedizione, che non accada mai più", ha poi concluso Giordana che in primo grado era stato condannato ad otto mesi di reclusione.

Iaria: “Appendino ha avuto un coraggio enorme”

"Sono contentissimo per Chiara, Sergio e per Giordana, erano anni complicati per i conti della città, e hanno avuto un coraggio enorme nel prendersi in carico quel fardello ereditato", ha invece commentato Antonino Iaria, assessore all'Urbanistica nella giunta Appendino. "Adesso - aggiunge Iaria - i conti della città lasciati in eredità alla nuova giunta sono migliori, senza contare tutti i finanziamenti che arriveranno su progetti proposti da noi".

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