Ovada, due anziani ospiti di una rsa morti dopo aver bevuto disinfettante

Piemonte

Il fatto è avvenuto nel marzo 2020. Nella vicenda è indagata una operatrice oss della struttura, l'Ipab (Istituto pubblico di assistenza e beneficenza) Lercaro

Due anziani ospiti di una casa di riposo di Ovada (Alessandria) sono morti dopo aver bevuto del disinfettante per mani contenuto in una bottiglia con l'etichetta dell'acqua minerale. Il fatto è avvenuto nel marzo 2020 ed è stato reso noto oggi, a indagini concluse, da Pier Sandro Cassulo, consigliere comunale di Ovada Viva. E' indagata un'operatrice socio-sanitaria della struttura, l'Ipab (Istituto pubblico di assistenza e beneficenza) Lercaro di Ovada. Le vittime sono una donna di 85 anni e un uomo di 67.

La vicenda

"Tempo fa - spiega il consigliere Cassulo - avevamo chiesto l'istituzione di una commissione speciale sulla rsa, perché i dati sui bilanci ci avevano preoccupato. La commissaria Ivana Nervi ci aveva comunicato in via riservata che tre ospiti avevano bevuto da una bottiglia di disinfettante. Uno solo si è salvato. Una famiglia si è costituita parte civile". La lavoratrice coinvolta, continua Cassulo, "è stata sospesa, poi allontanata. C'è un'indagine della magistratura ed è stato il commissario a informarci della costituzione di parte civile da parte dei famigliari di uno dei deceduti".

Le parole della commissaria straordinaria della struttura

"Il disinfettante - spiega l'avvocato Ivana Nervi, commissaria straordinaria dell'Ipab Lercaro, nominata due mesi dopo la tragedia - si trovava all'interno di una normale bottiglia d'acqua, proprio della marca che viene utilizzata all'interno della struttura. Una operatrice ha dato da bere ai tre ospiti, poi si è accorta che c'era qualcosa che non andava. Due sono deceduti nell'Ipab dopo essere stati ricoverati in ospedale per qualche giorno". La commissaria del 'Lercaro' ha nominato un legale: "Ho incaricato un avvocato di Genova - rivela - per assisterci in questa fase delicata, non dal punto di vista penale ma dell'immagine. Sono arrivata a maggio e nessun atto era stato ancora notificato. Abbiamo saputo delle indagini perché gli operatori che lavorano all'interno della struttura venivano sentiti dalla Procura di Alessandria. Abbiamo ricevuto un mese fa una raccomandata dai famigliari di una delle due persone decedute nella quale si indicano tre soggetti: una oss, dipendente della cooperativa Proges, la cooperativa stessa e la struttura. C'è una richiesta di risarcimento danni". Sulla oss della cooperativa che lavora all'interno del 'Lercaro' attualmente indagata, la commissaria Nervi precisa: "Questa persona era stata sospesa, poi allontanata. Non abbiamo detto nulla fino ad adesso perché era in corso un'indagine".

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