Varianti Covid, il Piemonte pensa a zone rosse circoscritte per isolare i focolai

Piemonte

L’assessore alla Sanità, Luigi Icardi, ha illustrato in Consiglio regionale il piano per circoscrivere la circolazione delle varianti: "Abbiamo aggregato le zone secondo criteri precisi. Chiudere un'area circoscritta deve essere fatto in modo molto oculato e intelligente, in accordo con i Comuni”

Il Piemonte sta pensando alla possibilità di istituire zone rosse circoscritte laddove si verifichino focolai di varianti Covid. A spiegarlo è stato l’assessore alla Sanità, Luigi Icardi, illustrando quest'oggi in Consiglio regionale il piano per circoscrivere la circolazione delle varianti. "Abbiamo la delibera di Giunta già pronta per creare una zonizzazione, utile qualora si presenti la necessità di isolare un'area rispetto all'emergere di una determinata variante, in modo da bloccarla sul nascere”, ha dichiarato. “Abbiamo aggregato le zone - ha aggiunto l'assessore - secondo criteri precisi: in base ai Comuni, alle Asl, alla densità di popolazione, all'incidenza dei contagi, e ad altri parametri che determinano il livello di rischio. Chiudere un'area circoscritta - ha sottolineato - deve essere fatto in modo molto oculato e intelligente, in accordo con i Comuni. Domani avremo un importante confronto con Prefetture e Anci per analizzarne i dettagli. Il provvedimento dovrà essere operativo al più presto, per evitare le conseguenze più drammatiche”. (COVID: TUTTI GLI AGGIORNAMENTI - MAPPE E GRAFICI DEL CONTAGIO - I DATI IN PIEMONTE)

“Vco zona più colpita da variante inglese”

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Icardi ha poi reso noto che al momento l’area più colpita dalla variante inglese è il Vco “per la vicinanza con la Svizzera, che ne è particolarmente attaccata”. "Il tema delle varianti - ha osservato l’assessore - è tragicamente pressante: stiamo facendo le tipizzazioni del virus, il che ci farà guadagnare tempo per intervenire tempestivamente sui focolai della variante inglese", sulla quale "stiamo facendo uno studio di prevalenza. Ci stiamo attrezzando perché sarebbe una tragedia se il virus mutasse in modo da rendere inefficaci i vaccini”.

"In Italia - ha ricordato poi Icardi - la variante inglese circola con una presenza che varia da meno dell'1% al 59%, ed è in media sul 17%. Questo significa che nel giro di poche settimane questa variante potrebbe sostituire l'attuale virus. Fortunatamente è intercettata dal vaccino, ma i nuovi focolai hanno la caratteristica di essere molto più contagiosi. Questo è il motivo per cui dobbiamo porre la massima attenzione e anche fare studi di prevalenza nostri. L'Istituto Zooprofilattico - ha detto ancora l’assessore - ha trovato 23 casi in Piemonte, distribuiti qua e là. Questi focolai sono al momento sotto controllo, ma stiamo creando un sistema di mappatura che ci permetterà di intervenire in modo molto più rapido nell’isolarli".

Il punto sulle vaccinazioni e sul contagio

Durante la sua informativa, Icardi ha anche fatto il punto sulla campagna vaccinale in Piemonte. ”Siamo oltre l'80% delle dosi di vaccino contro il Covid-19 somministrate. Il collo di bottiglia è l'approvvigionamento. Abbiamo incaricato la Società di committenza regionale (Scr) di esaminare canali alternativi: è anche un messaggio politico per dire al Governo che ai ritmi attuali ci vogliono più di due anni per vaccinare tutti”, ha dichiarato l’assessore, il quale ha avuto parole di riconoscimento per il modo in cui il nuovo esecutivo di Mario Draghi intende affrontare la questione. "Abbiamo 700-800 casi di nuove positività giornalieri - ha ricordato l'assessore -. Nelle ultime due settimane non sono cresciuti ma neppure calano. L'andamento per classi di età mostra una crescita in quelle più giovani e una diminuzione negli anziani, quest'ultima per effetto delle vaccinazioni nelle Rsa”.

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