Torino, manifestazione partite Iva in piazza Castello. Due persone portate in Questura

Piemonte
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Il provvedimento è scattato per due manifestanti che, senza mascherina, si sono rifiutati di presentare i documenti agli agenti. In piazza circa mille persone, che hanno protestato contro le misure dell’ultimo Dpcm

È iniziata con l'Inno di Mameli seguito da un minuto di silenzio per le vittime del Covid la manifestazione in piazza Castello, a Torino, organizzata dall'Alleanza delle partite Iva, un cartello di cui fanno parte dodici sigle di associazione di categorie, dai mercatali ai tassisti, alle Mascherine Tricolore. Oltre mille persone si sono radunate oggi pomeriggio per un presidio autorizzato, che ha rispettato le norme anti Covid. Tuttavia, ad un certo punto una decina di "negazionisti", senza mascherina e con pettorine azzurre con la scritta 'Human Rights Defender', si è mescolata ai presenti. Tra loro anche due persone che, dopo essersi rifiutate di presentare i documenti agli agenti, sono state portate in Questura. Il gruppo è stato poi allontanato dagli stessi manifestanti, fra discussioni e momenti di tensione che hanno richiesto l'intervento della polizia. (CORONAVIRUS: TUTTI GLI AGGIORNAMENTI - MAPPE E GRAFICI DEL CONTAGIO)

Le voci dalla piazza

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Due anni bianchi senza tasse, il 2020 e il 2021, alleggerire la burocrazia, riforma fiscale e riapertura immediata: sono queste le principali richieste avanzate dalla piazza. ”Come mai se era stata già annunciata da tempo di questa seconda ondata della pandemia - dicono dal palco - non sono riusciti ad evitare il nuovo lockdown? Caro Stato se uccidi le imprese, uccidi il Paese".

"Noi non possiamo più andare avanti così - spiegano dall'associazione ambulanti - rispettiamo tutto ma vogliamo tornare a lavorare. Adesso vogliamo risposte chiare dal Governo. Qua sentiamo parlare di grande distribuzione e di vendita online, loro vendono la stessa merce che noi siamo costretti a far ammuffire nei magazzini perché siamo chiusi". Fanno eco le parole dei mercatali: "Non siamo evasori, se non paghiamo è perché non abbiamo più soldi. Noi non protestiamo solo, noi siamo propositivi".

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Manifestazione anche davanti al carcere

In città, nel pomeriggio una manifestazione ha avuto luogo anche davanti al carcere 'Lorusso e Cutugno', nel quartiere Vallette, dove circa un centinaio di persone, per lo più i parenti dei detenuti, si sono dati appuntamento per protestare contro la sospensione, per l'emergenza Covid, dei colloqui. Mogli, mariti, figli e genitori: con loro anche qualche militante dei centri sociali. Si è trattato del terzo presidio organizzato in pochi giorni. I parenti hanno spiegato la situazione, rivendicato l'importanza di vedere i proprio cari e che, visto i controlli fatti, non ci sarebbe rischio di contagio portato dall'esterno. Hanno sottolineato come invece dentro il carcere ci sia un problema di sovraffollamento e che servono misure alternative alla detenzione. La manifestazione è stata salutata dai detenuti che hanno battuto con le stoviglie sulle sbarre delle celle, facendo un rumore che è arrivato fino al presidio.

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