Torino, scoperta frode internazionale su prodotti informatici: sequestrati 40 milioni

Piemonte

Durante l'operazione sono state eseguite diciotto misure cautelari personali in tutta Italia. Tra gli indagati c'è anche chi aveva richiesto il reddito di cittadinanza e i contributi di sostegno alle imprese per l'emergenza Covid-19

In un'indagine coordinata da Eurojust la guardia di finanza di Torino ha scoperto una associazione per delinquere ramificata in tutta Europa, responsabile, secondo le accuse, di una frode internazionale sulla vendita di prodotti informatici e sul mancato pagamento dell'Iva. Due imprenditori torinesi di 43 e 47 anni, arrestati per associazione a delinquere, emissione di fattura per operazioni inesistenti, omessa fatturazione e bancarotta fraudolenta, sono stati sorpresi con alcune valigie in cui c'erano 700 mila euro impacchettati.

L'operazione

Durante l'operazione denominata 'Labirinto' sono state eseguite diciotto misure cautelari personali in tutta Italia e sono stati sequestrati beni per oltre 40 milioni di euro. Tra gli indagati c'è anche chi aveva richiesto il reddito di cittadinanza e i contributi di sostegno alle imprese per l'emergenza Covid-19.  Secondo le indagini, a capo dell'organizzazione c'erano i due imprenditori torinesi, ora in carcere. Oltre dieci le società fittizie scoperte dalle fiamme gialle sul territorio nazionale implicate nella truffa 'carosello' che ha coinvolto una trentina di aziende tra Italia, Germania e Olanda.

Le indagini

L'inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Marco Gianoglio, ha portato, oltre ai due arresti, a 16 misure cautelari con obblighi di dimora. Al centro della frode la High Technology Invest di Volvera, in provincia di Torino, fallita nel 2019, poi diventata Cds. I prodotti veniva venduti sulla piattaforma Hw trade. Le indagini, nate dopo una verifica dell'ufficio delle Entrate, partono dal 2013 e arrivano a oggi. Varie le ditte coinvolte intestate a prestanomi e 40 milioni di euro di Iva che gli imprenditori risparmiavano. Questo consentiva all'impresa di imporsi sul mercato europeo con prezzi bassissimi nella vendita di computer, tablet e hardware. I due arrestati erano riusciti a percepire addirittura il bonus imprese da 600 euro, mentre tra gli indagati c'è chi percepiva anche il reddito di cittadinanza.

Pm: "Negli ultimi anni questo tipo di criminalità si sta affinando"

"Non sono fenomeni nuovi ma in questo caso c'erano aziende che operavano anche all'estero. Non sono mai inchieste facili, visto le ramificazioni. Inoltre negli ultimi anni questa criminalità si sta affinando", spiega il procuratore aggiunto Marco Gianoglio.

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