Torino: scarcerati i 3 antagonisti arrestati durante gli scontri

Piemonte

Per due di loro i giudici hanno disposto rispettivamente una misura cautelare di divieto di dimora in città e un obbligo di firma. Le accuse nei confronti dei soggetti sono di resistenza, lesioni, oltraggio e danneggiamento aggravato 

Sono stati scarcerati i tre antagonisti arrestati dalla Digos giovedì 13 febbraio in seguito agli scontri con le forze dell'ordine al Campus Einaudi di Torino, in occasione di un convegno sulle foibe. I giudici hanno disposto la misura cautelare di divieto di dimora a Torino per il 23enne M.B.P., militante del centro sociale Askatasuna, e l'obbligo di firma per S.C, anarchico milanese di 23 anni. Le accuse nei confronti dei soggetti sono di resistenza, lesioni, oltraggio e danneggiamento aggravato. Alla terza indagata, invece, non è stato applicato alcun provvedimento.

Gli scontri

A innescare i tafferugli, in cui sono rimasti feriti tre agenti della Digos, un poliziotto del commissariato Dora Vanchiglia e due guardie giurate in servizio all'università, era stato un volantinaggio organizzato dal Fuan, gruppo universitario vicino a Fratelli d'Italia, indetto per protestare contro un dibattito dal titolo "Fascismo-Colonialismo-Foibe. L'uso politico della memoria per la manipolazione delle verità storiche". Nel trambusto generale, alcuni cassonetti erano stati usati come scudi, mentre una volante delle forze dell’ordine era stata danneggiata.

Il lancio di uova e il corteo

Venerdì 14 febbraio, in seguito agli arresti, erano avvenuti due blitz da parte degli antagonisti: uno negli uffici del rettorato dell’università di Torino, in via Verdi, contro cui hanno lanciato delle uova, e uno nell’aula affidata al Fuan, che è stata occupata. Nel pomeriggio di sabato 15 febbraio, invece, si era svolto un corteo per protestare contro gli arresti di giovedì 13 febbraio. I manifestanti, per la maggior parte anarchici e qualcuno esponente del centro sociale Askatasuna, erano partiti dal Campus Einaudi e avevano raggiunto piazza Baldissera, dove hanno bloccato il traffico per alcuni minuti. In Lungo Dora Firenze, invece, avevano imbrattato i muri della sede dell'Eni e delle Poste con numerose scritte, esponendo poi lo striscione: "Fuori fascisti e polizia dall'università e dai quartieri".

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