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Incidente sul lavoro in Piemonte, 26enne muore in acciaieria

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La tragedia è avvenuta a Pallanzeno, nella ditta "Travi e Profilati". Il giovane è rimasto schiacciato da una pesante putrella in ferro. La procura farà luce sull'esatta dinamica e sulle responsabilità. Indetto uno sciopero di un'ora lunedì 13 gennaio

Incidente sul lavoro nella notte nel Verbano-Cusio-Ossola. Il 26enne Ivan Guizzardi, originario di Pieve Vergine (in provincia di Verbano-Cusio-Ossola), è morto a Pallanzeno (nel Verbano), all'interno della ditta "Travi e Profilati". Il giovane è rimasto schiacciato da una pesante putrella in ferro. A renderlo noto è il 118. Sarà la procura a far luce sull'esatta dinamica di quanto accaduto e sulle eventuali responsabilità.

L'incidente

La vittima (la prima sul lavoro del 2020 in Piemonte) lavorava per la ditta Lomazzi, che noleggia un capannone all'interno della ditta "Travi e Profilati", uno stabilimento siderurgico che si occupa della produzione di acciaio e al cui interno vi sono 200 dipendenti. Il giovane stava scaricando da un camion putrelle in ferro. È probabile, però, che il carico non fosse agganciato bene. Le travi sono scivolate e hanno travolto il 26enne. Sul posto, insieme ai sanitari del 118, sono intervenuti i carabinieri e i tecnici dello Spresal dell'Asl di Verbania. Per il giovane, che sognava il mondo agricolo e stava per cambiare lavoro, non c'è stato nulla da fare: è morto sul colpo, davanti ai colleghi inermi.

Il presidente della Duferdofin-Nucor: “Dolore per quanto accaduto”

Antonio Gozzi, presidente della Duferdofin-Nucor (la società capogruppo di “Travi e Profilati”), ha dichiarato: "Un giovane operaio, Ivan Guizzardi, è morto stamane nello stabilimento di Pallanzeno. Pur essendo dipendente di una ditta terza che operava in autonomia, tutta la comunità di fabbrica è profondamente colpita. I vertici dell'azienda si sono subito messi in contatto con le autorità competenti per ricostruire la dinamica. Ma ora, come presidente della Duferdofin-Nucor, sento la necessità di esprimere tutto il dolore per quanto accaduto e la nostra vicinanza ai cari del giovane lavoratore".

Le parole della segretaria generale della Cisl

La segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, ha dichiarato che con questa morte si allunga la "scia di sangue dovuta alla mancanza di controlli, prevenzione, rispetto delle regole". La donna ha anche affermato che "la sicurezza non può essere un optional, ma deve diventare una priorità in tutti i luoghi di lavoro".

Lunedì 13 gennaio indetta un'ora di sciopero dai sindacati

I sindacati, intanto, hanno indetto un'ora di sciopero lunedì 13 gennaio e convocato un'assemblea aperta dei lavoratori perché, dicono, "non è accettabile nel 2020 morire di lavoro". La segretaria generale della Cisl Piemonte Orientale, Elena Ugazio, ha aggiunto che sono "inaccettabili in un Paese civile le 1.437 morti bianche dello scorso anno e le 13 vittime di questo inizio 2020. Non possiamo e non vogliamo restare indifferenti di fronte alla tragica morte di un giovane di appena 26 anni. Da anni lanciamo, inascoltati, il nostro grido d'allarme per intensificare i controlli, la prevenzione e la formazione nei luoghi di lavoro, ma la scia di sangue dei morti continua inesorabile. La sicurezza dei lavoratori deve essere la priorità di tutti".
Anche per il segretario generale dell'Ugl, Paolo Capone, "sono necessari maggiori controlli e una formazione adeguata, soprattutto nei settori dove il rischio di infortuni è più elevato. Non è possibile che simili episodi si verifichino con una facilità agghiacciante".

Data ultima modifica 11 gennaio 2020 ore 18:07

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