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Corteo No Tav, terminata la manifestazione in centro a Torino. VIDEO

5' di lettura

Alla manifestazione hanno preso parte, accanto a circa 3500 persone, il leader del Movimento Alberto Perino, la storica attivista della valle di Susa, Marisa Meier, e la consigliera regionale valsusina del Movimento 5 Stelle, Francesca Frediani

Si è tenuto oggi a Torino il corteo nazionale dei No Tav, organizzato per manifestare solidarietà a Nicoletta Dosio, la 73enne attivista del movimento arrestata il 30 dicembre, e agli altri militanti finiti in carcere nelle scorse settimane. I partecipanti, circa 3mila 500 secondo la questura, dopo essersi radunati in piazza Statuto sono arrivati in piazza Castello. Qui è stato organizzato un presidio durante il quale hanno preso la parola, tra gli altri, il leader storico del Movimento, Alberto Perino, e Adelmo Cervi, un nipote dei sette fratelli Cervi uccisi dai fascisti nel 1943. Una speaker ha letto un messaggio dal carcere di Nicoletta Dosio. 

I partecipanti alla manifestazione

Ha aperto il corteo un furgone su cui hanno trovato posto il leader del Movimento, Alberto Perino, e una storica attivista della valle di Susa, Marisa Meier. Sul mezzo è stato affisso un drappo con la scritta 'Amnistia per le lotte sociali'. Dietro un gruppo di donne No Tav con lo striscione 'Partigiane della terra e del futuro'. Hanno partecipato al corteo anche i militanti di Rifondazione Comunista, Potere al Popolo, il partito del Carc (i Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo), i sindacalisti dei Cub (la Confederazione Unitaria di Base) e gli anarchici. Presenti anche la consigliera regionale valsusina del Movimento 5 Stelle, Francesca Frediani, e lo scrittore Adelmo Cervi, un nipote dei sette fratelli Cervi uccisi dai fascisti nel 1943. Cervi ha incontrato lo storico del leader del movimento, Alberto Perino.

Perino: "Chiudere il Tribunale è strategia della tensione"

"Questa manifestazione è per denunciare l'accanimento giudiziario e la repressione contro il movimento No Tav", ha detto Alberto Perino. "Il fatto che oggi Saluzzo abbia voluto chiudere il Tribunale, cosa che non era mai successa, è una grandissima provocazione - ha aggiunto - ed è veramente strategia della tensione". Perino fa riferimento al fatto che il Palazzo di Giustizia di Torino è stato chiuso al pubblico in vista della manifestazione No Tav nel centro città. La chiusura "per ragioni di sicurezza" è stata decisa dal Procuratore Generale Francesco Saluzzo. Sono saltate quindi le udienze per direttissima in programma oggi e al Palagiustizia potrà entrare solo il personale del turno arrestati. I magistrati che devono andare in Tribunale devono fornire i nominativi in anticipo.

Le parole di Adelmo Cervi

"Io porto la storia di sette uomini che diedero la vita contro la dittatura fascista e contro le ingiustizie. Ma un'Italia giusta ancora non ce l'abbiamo, e il caso dei No Tav lo dimostra". Lo ha detto Adelmo Cervi, 76 anni, e ha aggiunto: "Abbiamo ancora a che fare con un sistema repressivo e, quindi, bisogna ancora lottare molto. Ma dobbiamo essere uniti, collegare tutte le lotte, perché la battaglia è dura".

Il questore di Torino: "Corteo pacifico"

"E' stato un corteo pacifico, dov'è stato dato un segnale di moderazione". Così il questore di Torino Giuseppe De Matteis al termine della manifestazione. "A preoccuparci - ha spiegato - era stata un'escalation di toni, soprattutto nei siti d'informazione di area antagonista, che individuava nella Procura, nella Questura e nei carabinieri gli autori di una strategia repressiva. Il primo luogo d'incontro avrebbe dovuto essere piazza Adriano, a 150 metri dal Palagiustizia. Ma gli organizzatori hanno accettato senza problemi di partire da un luogo diverso". "Non ci preoccupava il popolo No Tav ma altre presenze. La manifestazione era importante e delicata e sono stati predisposti servizi adeguati per evitare infiltrazioni violente sia da parte di gruppi vicini al movimento sia da parte di gruppo che avrebbero potuto strumentalizzare il corteo, anche se, in questo senso, non c'erano elementi concreti", ha aggiunto De Matteis. "Sicuramente il gesto di Nicoletta Dosio - ha detto ancora riferendosi all'attivista che ha rifiutato misure alternative alla detenzione - rilancia l'azione del movimento No Tav ed era interesse anche loro che il corteo si svolgesse in maniera pacifica. Ogni azione di violenza avrebbe contraddetto la volontà del movimento".  

Il caso di Nicoletta Dosio

La manifestazione giunge 11 giorni dopo l’arresto della 73enne Nicoletta Dosio, ammanettata a Bussoleno, in Valle di Susa. La "pasionaria" No Tav era stata condannata in via definitiva a un anno di reclusione per una protesta del 2012 alla barriera di Avigliana dell'autostrada del Frejus. La 73enne, in quell’occasione, non ha chiesto misure alternative. La posizione assunta dalla donna, qualche giorno fa, era stata la seguente: "No a richieste di grazia o a provvedimenti di clemenza che riguardino soltanto la mia persona". Si era però detta favorevole, in linea di principio, a un provvedimento generalizzato di "amnistia sociale" che riguardi i reati connessi ai comportamenti (come le occupazioni abusive di alloggi) dettati dall'aggravamento della povertà prodotto dalla crisi economica negli ultimi anni.  

Mino Giachino (Sì Tav): "Riprendere dialogo con No Tav della Valsusa"

"No Tav in forte calo, l'opera si farà e nel 2029 arriveranno due milioni di turisti in più e tanto lavoro per il commercio e la logistica". Così Mino Giachino dell'associazione Si Tav Si Lavoro, promotore nei mesi scorsi della manifestazioni a favore della Torino-Lione, sul corteo No Tav di oggi pomeriggio a Torino. "Ora bisogna riprendere il dialogo con i No Tav della Valsusa, perché la prima a guadagnarci sarà la Valsusa - aggiunge l'ex sottosegretario ai Trasporti -. In fondo i No Tav sono italiani come noi che la pensano diversamente sulla Tav".

Data ultima modifica 11 gennaio 2020 ore 19:03

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