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Incendio alla Cavallerizza di Torino: fermato un clochard, l'accusa è di strage

3' di lettura

L’uomo il 21 ottobre scorso avrebbe appiccato il fuoco nell’edificio patrimonio Unesco, scatenando un incendio che ha provocato ingenti danni alla struttura 

E’ stato fermato a Genova dagli agenti del commissariato Centro, su provvedimento della procura di Torino, l’uomo che il 21 ottobre scorso avrebbe appiccato il fuoco alla Cavallerizza Reale a Torino, scatenando un incendio che ha gravemente danneggiato le scuderie dell’edificio patrimonio Unesco (LE FOTO). Si tratta di un senzatetto, O. D., di 38 anni di origine marocchina e nato in Spagna. E' accusato di strage. L'uomo, notato dagli agenti mentre stava litigando con due persone all'interno di un androne in via Scurreria, non aveva con sé i documenti ed è stato portato in questura dove, dopo il fotosegnalamento, è risultato ricercato dalla Procura di Torino.

Incastrato dalle immagini delle telecamere

L'uomo è stato filmato dalle telecamere del commissariato Centro di Torino, installate alla Cavallerizza per un'indagine su un presunto giro di spaccio, mentre versava materiale infiammabile e tentava di appiccare il fuoco con un accendino, prima nella zona del Tempietto e poi in quella dei Granai. Il giorno dopo il rogo il clochard era stato sentito dagli agenti, ma aveva negato di trovarsi della Cavallerizza al momento dell'incendio e di aver trascorso la notte ai Murazzi del Po, sempre nel capoluogo piemontese. Le sue parole sono state smentite dalle immagini dai filmati. 

L'accusa di strage

"Si tratta della condotta di una persona che ha voluto attentare alla vita di determinati soggetti causando un vasto pericolo per gli occupanti e i residenti della zona - spiega il magistrato Paolo Scafi, che ha coordinato le indagini insieme al procuratore aggiunto Patrizia Caputo -. La Cavallerizza si trova nel centro di Torino, vicino al commissariato di polizia, all'Auditorium Rai, alle aule universitarie e a numerose abitazioni". Le persone che dormivano nella struttura, in parte occupata, hanno raccontato di essere state svegliate e salvate dalla polizia e dai vigili del fuoco. A quanto emerge dalle indagini, l'uomo avrebbe causato il rogo a seguito di una lite avvenuta con altri occupanti dopo che la polizia aveva staccato un allaccio abusivo che forniva energia all'edificio.  

Le parole del questore

"Una lite tra clochard avrebbe potuto distruggere un patrimonio Unesco, basta questo per capire che la Cavallerizza dev'essere subito messa in regola. La nostra intenzione è di procedere alla messa in regola, ma su questo fronte incidono le decisioni di più istituzioni, non solo della questura", afferma il questore di Torino Giuseppe De Matteis. "Se quella notte non fossero intervenuti tempestivamente i vigili del fuoco, le conseguenze sarebbero state molto più gravi - aggiunge De Matteis -. Che la Cavallerizza fosse un problema, era noto anche prima dell'incendio: si tratta di uno stabile dichiarato patrimonio Unesco degradato e abbandonato a se stesso. Finito in mano di persone che lo devastano ogni giorno, con scritte di ogni tipo, alcune anche ironiche. Qui non si parla di un esperimento per un centro culturale ed artistico. Non possiamo tollerare - conclude il questore - che siano zone in cui regna l'illegalità".

Il rogo

Il rogo è scoppiato intorno alle 7:20 di lunedì 21 ottobre e ha interessato il tetto e le ex stalle, chiamate 'Le Pagliere', dove si trovano i magazzini in cui viene accatasto materiale di risulta. Dal 2014 alcuni spazi della struttura sono occupati da esponenti dei centri sociali. Cinque anni fa, la Cavallerizza fu danneggiata da un altro incendio. 

Data ultima modifica 08 novembre 2019 ore 12:42

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