Novara, bimbo morto: analisi su foto nei cellulari di madre e compagno

Piemonte

Nei telefoni dei due sarebbero state trovate immagini che documentano normali momenti di vita familiare nelle quali il piccolo compare con lividi o ferite. L'uomo e la donna sono indagati per omicidio volontario

I maltrattamenti che avrebbero causato il decesso di Leonardo, il bimbo di 20 mesi di Novara morto lo scorso 23 maggio, sarebbero proseguiti per almeno un mese e a provarlo, secondo gli inquirenti, sarebbero le foto trovate nei telefoni della madre del piccolo e del suo compagno. Gli investigatori hanno infatti disposto un accertamento tecnico, ancora da completare, proprio sulle immagini conservate nei cellulari della mamma, Gaia R., e del suo compagno, Nicholas M., indagati per omicidio volontario. Si tratta di foto che documentano normali momenti di vita familiare nelle quali il piccolo compare con lividi o ferite. La datazione delle fotografie è considerata dagli inquirenti essenziale per chiarire il ruolo avuto dai due.

La ricostruzione della Procura

Secondo la Procura di Novara il bimbo sarebbe morto proprio a causa delle botte ricevute. L'autopsia eseguita ha confermato come le lesioni riscontrate fossero incompatibili con l'ipotesi di un incidente domestico e che il corpo del bimbo era "martoriato con lesioni multiple". Secondo le analisi, a provocare la morte del bambino, che avrebbe compiuto due anni a settembre, è stato un violento colpo all'addome e la conseguente emorragia al fegato lo ha portato al decesso in meno di 30 minuti. Sul corpicino, il medico legale ha riscontrato ecchimosi e lesioni un po' ovunque: sul capo, sul torace, sulla schiena, persino sui genitali. Le lesioni risalirebbero alla mattina stessa della morte. Il bambino è stato vittima di una "violenza inaudita, non degna di un essere umano", ha sottolineato il procuratore.

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