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Salone del Libro, Polacchi indagato per apologia fascismo. Comune: rescindiamo contratto

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3' di lettura

Nei confronti del 33enne, editore della casa editrice Altaforte, vicina a CasaPound, la Città di Torino e la Regione Piemonte hanno presentato un esposto e presentato richiesta di rescissione del contratto. La casa editrice: "E' una richiesta assurda, faremo causa"

La Procura di Torino ha aperto un fascicolo per apologia di fascismo nei confronti di Francesco Polacchi, editore di Altaforte, casa editrice vicina a CasaPound. Nei confronti del 33enne, coordinatore regionale del partito di estrema destra in Lombardia, la Città di Torino e la Regione Piemonte hanno presentato un esposto. Alcune sue frasi, come "io sono fascista", "l'antifascismo è il vero male di questo Paese", "Mussolini è il miglior statista italiano" sono finite nel mirino dei magistrati. Intanto la Città di Torino e la Regione Piemonte, soci fondatori del Salone del Libro, hanno chiesto agli organizzatori della manifestazione di rescindere il contratto con la casa editrice AltaForte. "È necessario tutelare il Salone del Libro, la sua immagine, la sua impronta democratica e il sereno svolgimento di una manifestazione seguita da molte decine di migliaia di persone", affermano in una nota le due istituzioni. Dura la replica di Polacchi:  "E' una richiesta assurda, faremo causa"

Chiamparino: "Parole di Polacchi sono fasciste"

Il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, ha spiegato così la decisione di avere firmato l'esposto nei confronto dell'editore di Altaforte: "Il Salone del Libro è sempre stato un libero spazio di discussione e di confronto tra tesi diverse, anche opposte. Ma le dichiarazioni fasciste del signor Polacchi sono la goccia che fa traboccare il vaso: è ora di dire basta, con gli strumenti dello stato di diritto, a questo proliferare di manifestazioni antidemocratiche".

Città e Regione chiedono rescissione del contratto

In serata Comune di Torino e Regione Piemonte hanno fatto sapere in una nota di aver avanzato la richiesta di rescindere il contratto con la casa editrice, spiegando che la situazione che si è creata "rende impossibile lo svolgimento della prevista lezione agli studenti di Halina Birenbaum, sopravvissuta ai campi di concentramento nazisti", e "le forti criticità e preoccupazioni espresse dagli espositori in relazione alla presenza e al posizionamento dello stand di AltaForte". Pronta è arrivata la replica dell’editore Francesco Polacchi: "È una richiesta assurda, abbiamo pagato lo stand e siamo giustamente al Salone del Libro. Se dovessero rescindere il contratto, faremo causa. E, ovviamente, la vinceremo. Non so perché è stata fatta questa richiesta - conclude -. Non siamo né razzisti né antisemiti e vogliamo confrontarci con gli altri".

Data ultima modifica 08 maggio 2019 ore 15:52

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