Scontri Torino, obbligo firma per anarchici arrestati e nuovo corteo

Piemonte
Un momento del corteo degli anarchici contro la sindaca di Torino Chiara Appendino e lo sgombero dell’Asilo occupato (ANSA)

Nei confronti di sei manifestanti sono stati notificati i fogli di via. Il provvedimento prevede il divieto di tornare nel capoluogo piemontese per un periodo che va da uno a tre anni. Intanto è partito un nuovo corteo contro lo sgombero 

Gli undici anarchici arrestati a Torino dopo gli scontri del 9 febbraio sono stati scarcerati e sottoposti all'obbligo di firma. Nei confronti di sei manifestanti sono stati notificati i fogli di via, misure di prevenzione personale imposte dal questore, Francesco Messina. Il provvedimento, adottato nei confronti di soggetti che fuori dai luoghi di propria residenza hanno condotte pericolose per la sicurezza pubblica, prevede il divieto di tornare nel capoluogo piemontese per un periodo che va da uno a tre anni, salvo autorizzazione del questore. Gli antagonisti, fermati in via Bava mentre cercavano di sfuggire alle forze dell'ordine, sono accusati di devastazione, porto e lancio di oggetti esplodenti, resistenza aggravata, blocco stradale. Stavano protestando contro lo sgombero dell'Asilo di via Alessandria. Intanto a Torino è partito un nuovo corteo di protesta, durante il quale è stata fermata dalla polizia una antagonista.

Fermata una antagonista

Una donna è stata fermata dalla polizia nel centro di Torino mentre stava partecipando al presidio contro lo sgombero dell'Asilo e contro il sostegno all'operazione espresso dalla sindaca Chiara Appendino. La donna faceva parte di un gruppo di anarchici che, a bordo di un tram, ha cercato di raggiungere il Municipio, dove si è svolta la conferenza stampa della prima cittadina. Nel tentativo di evitare i controlli della Digos, la fermata ha preso a calci e pugni alcuni agenti. "La giunta dichiara guerra. Resistiamo. L'asilo non si tocca. Tutti liberi", è lo striscione esposto dai manifestanti. Dal presidio è partito un corteo di protesta contro lo sgombero dell'Asilo occupato. I manifestanti, un centinaio, si sono spostati da piazza della Repubblica a corso Giulio Cesare per poi fermarsi all'incrocio con corso Brescia, davanti alle forze dell'ordine.

Sindaca Appendino: “Sì al dialogo, ma non con i violenti”

"Un'amministrazione ha il dovere di ascoltare tutti, l'abbiamo sempre fatto e continueremo a farlo”, ha affermato la sindaca di Torino Chiara Appendino, a margine della presentazione dei progetti dell'Iot in città. “Quello che non è accettabile, perché non fa parte dei valori di una comunità, è manifestare utilizzando la violenza: su questo non c'è dialogo che tenga. Manifestare è legittimo, non giudico chi manifesta in modo pacifico – ha aggiunto Appendino a proposito del presidio -. Quello che non è accettabile per la comunità è la violenza. Non spetta a me giudicare il messaggio politico che viene dato da chi sta manifestando in questo momento, poi non sono neanche aggiornata quindi non so, certo continuo con grande serenità il mio operato e andiamo avanti con tranquillità. Chi è violento, distrugge un autobus e compie questo tipo di atti non è portatore di nessun messaggio positivo – ha concluso la sindaca, alla quale di recente è stata affidata la scorta -. Questo non è un dialogo che può esistere, diverso è dialogare con le varie parti della città, cosa che abbiamo sempre fatto e continueremo a fare".

Chiamparino: “Occorre far prevalere legalità”

"Credo che se ne esca semplicemente facendo prevalere la legalità. Queste persone che compiono questi atti di violenza non hanno diritto di cittadinanza, o cambiano loro o li si fa cambiare". Lo ha sottolineato a Sky TG24 il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino. "Vorrei esprimere alla sindaca Appendino tutta la mia solidarietà - ha spiegato Chiamparino -, innanzitutto perché non è bello essere in questa condizione. La solidarietà va anche a tutte le forze dell'ordine che hanno compiuto con grande professionalità l'operazione di sgombero e contenuto la violenza di questi gruppi".

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