Non basta più essere smart: l'I.A. è il nuovo accessorio dei gadget dell'autunno
NOWAdesso i gadget devono avere anche l'intelligenza artificiale. È il nuovo accessorio dei dispositivi che ci accompagneranno nei prossimi mesi
Registrano e riassumono le nostre conversazioni, promettono di farci rilassare e dormire meglio, riconoscono ciò che mangiamo e traducono in tempo reale quello che ci viene detto in un'altra lingua. Ma in mezzo a questa ondata c'è anche chi torna a proporre dispositivi "semplici"
Plaud, una seconda memoria per il lavoro
Si parte dai registratori che prendono appunti mentre parliamo, in riunione o al telefono. È il caso di Plaud. Il modello Plaud Note ha le dimensioni di una carta di credito, è spesso meno di tre millimetri e si attacca con un magnete al retro dello smartphone. Per le telefonate usa un sensore a conduzione di vibrazioni, che capta il suono direttamente dal telefono. Plaud ha anche una versione a bracciale. Si chiama NotePin S, pesa poco più di 17 grammi e nella confezione ci sono un braccialetto, una clip, un cordino e una spilla magnetica: si può portare al polso, sulla giacca o al collo. Registra fino a 20 ore di fila. Costano tutti meno di 200 euro. Il principio è lo stesso per tutti. Il dispositivo registra l'audio, poi l'intelligenza artificiale trascrive quello che è stato detto, distingue chi sta parlando e può scrivere una sintesi per noi. La trascrizione funziona in 112 lingue e per i riassunti si può scegliere tra oltre 10.000 modelli. Con la funzione Ask Plaud si possono anche fare domande sulle conversazioni registrate, come si farebbe con un chatbot.
Il settore interessa anche ai grandi gruppi tecnologici. Nel 2025 Amazon ha comprato Bee, un braccialetto da 49,99 dollari che ascolta le conversazioni e le trasforma in riassunti e liste di cose da fare. A fine anno Meta ha acquisito Limitless, la startup di un ciondolo registratore, che ha smesso di venderlo ai nuovi clienti e ha chiuso il servizio in diversi Paesi, tra cui quelli dell'Unione europea.
L'auricolare che promette di farci rilassare
L'intelligenza artificiale promette anche di farci rilassare. ZenoWell Luna Plus è un auricolare che si infila nell'orecchio sinistro e manda piccoli impulsi elettrici per stimolare il nervo vago, con l'obiettivo di favorire rilassamento e sonno. Il nervo vago collega il cervello a cuore, polmoni e apparato digerente. La tecnica si chiama stimolazione transcutanea auricolare del nervo vago: gli impulsi attraversano la pelle in alcune zone dell'orecchio raggiunte da un ramo di questo nervo. L'auricolare è collegato a una piccola unità di controllo. Per usarlo lo si inumidisce con un gel o con un po' d'acqua, lo si infila nell'orecchio e si alza l'intensità fino a sentire un leggero formicolio. Secondo la startup bastano da 5 a 20 minuti al giorno. Le modalità sono sei: sonno, relax, sollievo e meditazione si scelgono dal dispositivo, concentrazione e digestione dall'app. Nell'applicazione l'intelligenza artificiale dà consigli di benessere. L'assistente, chiamato AI Coach, mette insieme le sensazioni che annotiamo, i dati del corpo e lo storico delle sessioni, e suggerisce quale modalità usare. Dopo una prova gratuita di sette giorni, funziona a crediti.
La stessa startup produce anche una fascia da polso, ZenoBand Mobi, che rileva battito e sonno, oltre alla variabilità della frequenza cardiaca, cioè quanto cambia l'intervallo tra un battito e l'altro. In alternativa, l'app può usare i dati di Apple Watch e Oura Ring, oppure misurare il battito con una scansione del volto fatta con lo smartphone. La meditazione è forse l'uso più interessante, ma il kit può risultare un po' costoso: siamo intorno ai 500 euro. Il set con auricolare e fascia costa 505 euro, il solo Luna Plus 399 euro. ZenoWell ha sede legale a Hong Kong e dichiara di essere stata incubata presso la facoltà di Medicina dell'Università di Heidelberg, in Germania. Sulla tecnica la ricerca è ancora in corso. Luna Plus è presentato come un prodotto per il benessere, non come un dispositivo medico.
La collana che tiene il diario dei pasti al posto nostro
Un'altra proposta riguarda il cibo e arriva in autunno. Odyss N1 è una collana con una videocamera che riconosce quando mangiamo e usa l'intelligenza artificiale per identificare gli alimenti, stimare le porzioni e i valori nutrizionali. Senza bisogno di annotare nulla a mano. Il ciondolo, in acciaio e vetro zaffiro, ha una videocamera grandangolare da 120 gradi, due microfoni e un sensore di movimento, mentre la batteria sta in un modulo separato. In tutto pesa circa 25 grammi e, secondo l'azienda, la batteria dura fino a 18 ore. Per capire quando stiamo mangiando, la collana osserva anche i movimenti della mano verso la bocca: l'azienda dichiara una precisione superiore al 99% nel riconoscere i pasti.
Nell'app ogni pasto riceve tre punteggi: qualità, che misura l'equilibrio nutrizionale; energia, che confronta le calorie con l'obiettivo; ritmo, che guarda agli orari e alla regolarità dei pasti. L'app spiega anche come un pasto incide su energia, recupero e sonno.
Sul tema della privacy, l'azienda ha previsto alcune protezioni. Un tasto fisico spegne videocamera e microfoni, i volti vengono sfocati e le immagini vengono trasformate in dati e poi cancellate: chi indossa la collana non può sfogliarle né esportarle. Quando non mangiamo, i sensori riducono l'attività. Si prenota intorno ai 200 dollari: il prezzo riservato ai primi iscritti è di 199 dollari, 100 in meno del prezzo di listino. Il prodotto è ancora in fase di test con un gruppo di utenti.
Gli occhiali smart che si comandano con un anello
Poi ci sono gli occhiali intelligenti, sempre più diffusi. Tra le novità ci sono gli INMO Go 3, dell'omonima azienda cinese. Mostrano davanti agli occhi la traduzione di quello che ci viene detto, in molte lingue del mondo, e le indicazioni per orientarci per strada. Il testo compare in verde su un piccolo display visibile con entrambi gli occhi. La traduzione in tempo reale copre 98 lingue e alcune funzionano anche senza connessione. Le indicazioni, a piedi e in bicicletta, arrivano dalle mappe di HERE. Gli occhiali hanno anche un teleprompter, il gobbo elettronico che scorre seguendo il ritmo della voce, un assistente vocale che usa ChatGPT e Gemini e una fotocamera con una copertura fisica per la privacy. Non pesano troppo, circa 58 grammi, e le batterie si cambiano in pochi secondi. Si possono controllare anche con un anello che fa da telecomando: con tocchi e scorrimenti sull'INMO Ring 4 si girano le pagine del teleprompter o si cambia la direzione della traduzione. Sul sito ufficiale, da cui si possono ordinare anche dall'Italia, gli occhiali costano 599 dollari, poco più di 500 euro, e l'anello 119 dollari.
Tra i concorrenti diretti c'è la cinese Rokid, fondata nel 2014, che in primavera ha portato in Europa i suoi Rokid Glasses, con spedizione anche in Italia. Pesano 49 grammi, hanno un display verde su entrambe le lenti e una fotocamera da 12 megapixel, traducono in 89 lingue e offrono navigazione, teleprompter e un assistente che usa diversi modelli di intelligenza artificiale, tra cui ChatGPT e Qwen di Alibaba. Si possono montare anche lenti graduate.
Il ritorno dei dispositivi senza intelligenza artificiale
E in mezzo a questa ondata c'è anche il ritorno dei dispositivi senza intelligenza artificiale. Acer ha rilanciato Packard Bell, il marchio nato nel 1926 a Los Angeles per produrre radio, diventato famoso negli anni Novanta con i computer per la casa e di proprietà di Acer dal 2008. Per i cento anni del marchio arriva una nuova gamma colorata, con lo slogan Tech it easy e un obiettivo dichiarato: tenere la tecnologia semplice. Ci sono telefoni che servono a telefonare. DotLine è un feature phone 4G, cioè un cellulare con le funzioni essenziali, pensato, spiega l'azienda, per le famiglie e per chi cerca un rapporto più equilibrato con il digitale: costa 69 euro e arriva a novembre. E ci sono cuffie, le DotBass, che costano 29 euro e servono solo ad ascoltare musica. Nella stessa collezione ci sono anche gli occhiali audio DotLook, da 99 euro, che fanno ascoltare musica e rispondere alle chiamate senza auricolari e senza schermo, oltre a un computer portatile e a un giradischi.