NOW, la rubrica 4 videogiochi di aprile 2026

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Giovanni Mirenna

Giovanni Mirenna

Per il mese di aprile abbiamo scelto 4 nuovi titoli: Life is Strange: Reunion con le sue emozioni narrative, l'azione con Marathon, il simpatico polpo con Darwin’s Paradox e l'adrenalina senza freni con Screamer.   

Life is Strange: Reunion 

Life is Strange: Reunion segna il ritorno di Max Caulfield e Chloe Price in un capitolo pensato per chiudere il cerchio della serie. Sviluppato da Deck Nine, il gioco propone una nuova tragedia ambientata alla Caledon University e circa dieci ore di narrazione interattiva, tra scelte morali, misteri e il sempre pericoloso potere di riavvolgere il tempo.

 

Life is Strange: Reunion
Life is Strange: Reunion

Marathon

Marathon è uno shooter in prima persona competitivo costruito attorno alla logica dell’extraction: si entra in partita, si esplora una mappa ostile, si raccolgono risorse e si decide quando rischiare… o quando ritirarsi.

Il cuore dell’esperienza è la tensione costante. Il gunplay è solido e preciso, ma qui vincere uno scontro non basta: sopravvivere ed estrarre è l’unico vero obiettivo. L’atmosfera è forte, alienante. Non è un gioco immediato: richiede lettura delle situazioni, sangue freddo e pazienza. È pensato soprattutto per chi ama le sfide competitive e la pressione psicologica.

Marathon
Marathon

Darwin’s Paradox

Darwin’s Paradox! è un platform 3D narrativo con elementi stealth, costruito intorno a un’idea molto precisa: controllare un polpo fuori dal suo ambiente naturale.

Il gameplay si basa su movimento fluido e creativo: tentacoli per arrampicarsi, mimetizzazione per evitare i nemici, interazioni ambientali per risolvere puzzle e superare ostacoli. Non è un gioco d’azione pura, ma punta su tempismo e osservazione. Stilisticamente è molto curato, ideale per chi cerca un’esperienza originale.

Darwin’s Paradox
Darwin’s Paradox

Screamer

Screamer punta a rilanciare il genere arcade con un approccio moderno, tra velocità pura, drifting spettacolare e un impianto narrativo che accompagna le gare. Non è un simulatore. Il feeling di guida è immediato, pensato per l’adrenalina più che per il realismo, mentre stile e ritmo guardano apertamente al pubblico competitivo. Un titolo che vuole riportare il racing arcade al centro della scena.

Screamer
Screamer

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