Guida autonoma, Teoresi: così addestriamo gli algoritmi

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Daniele Semeraro, inviato a Torino

Abbiamo visitato la sede torinese della società che sviluppa soluzioni tecnologiche per il mondo dell’automotive. Un’azienda che lavora soprattutto nel settore della simulazione per “preparare” gli algoritmi a qualsiasi imprevisto. Con un occhio alle future Smart Road e, perché no, allo Spazio

Una società d’ingegneria nata nel 1987 a Torino sta diventando uno dei riferimenti italiani della guida autonoma. Stiamo parlando di Teoresi Group, azienda presente in quattro nazioni con oltre 800 dipendenti, che sviluppa soluzioni tecnologiche per il mondo dell’automotive (la sede centrale è nel capoluogo piemontese, capitale dell’auto) e che si sta specializzando in particolar modo nella gestione degli algoritmi che regolano le auto senza guidatore. Guardando, però, anche ad altri settori come quello ferroviario, medicale e aerospaziale. Abbiamo visitato la sede e parlato con chi tutti i giorni lavora “dietro le quinte” della guida autonoma. 

Cosa fa Teoresi

Oltre alla sperimentazione della guida autonoma vera e propria, di cui parleremo più avanti, la particolarità di Teoresi è quella di aver sviluppato un ambiente virtuale in cui simulare dinamiche di guida autonoma nei più diversi contesti, anche quelli di maggiore pericolo, in modo tale da affinare sempre più e - anche se il verbo è un po’ forte - “allenare”  gli algoritmi di apprendimento automatico che consentono poi ai veicoli di muoversi in tutta sicurezza senza alcun intervento umano. La parte di simulazione, ci spiegano, è fondamentale per la guida autonoma, perché sullo schermo vengono replicati in maniera fedele ambienti e situazioni reali. Si lavora, quindi, inizialmente senza prototipo, e questo permette allo stadio iniziale di risparmiare tempo e denaro; dopodiché quando il software è “maturo” si può trasferire l’infrastruttura tecnologica su un’auto vera e propria e testare sul campo gli algoritmi, imparando anche dai sensori reali presenti sull’auto, in un proficuo e continuo scambio di dati. Durante la simulazione, effettuata con software open source che dà a Teoresi la possibilità di lavorare anche con altre aziende e non rimanere chiusa in se stessa, il computer è in grado di simulare anche gli ostacoli più diversi, provando sempre più a “stressare” gli algoritmi. Da questo know-how nasce il core business di Teoresi: non tanto ricreare da zero la guida autonoma, quanto trasferire la conoscenza ai partner dell’industria automobilistica per lavorare su singoli progetti.

Il software per la simulazione sulla guida autonoma utilizzato da Teoresi Group
Il software per la simulazione sulla guida autonoma utilizzato da Teoresi Group

L’esperienza di guida autonoma

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All’interno della sede di Teoresi abbiamo anche sperimentato la guida autonoma vera e propria: un’auto allestita con telecamere e sensori (e degli ingegneri dentro pronti a raccogliere dati) ha percorso alcuni metri nel parcheggio, facendo curve e fermandosi in corrispondenza di un pedone a cui abbiamo fatto attraversare, all’improvviso, la strada. “Oggi l’intelligenza artificiale - ci spiega Valter Brasso, presidente di Teoresi - ci consente di implementare un cervello intelligente che riesce ad apprendere attraverso l’esperienza maturata con la simulazione. Quello che è veramente complicato - aggiunge - è gestire e interpretare il grande numero dei dati che si raccolgono provenienti dalla sensoristica a bordo della vettura. L’altro aspetto da tenere in considerazione è poi quello della sicurezza: per noi è fondamentale poter dare garanzie anche dal punto di vista della cybersecurity, costruendo sistemi che sono sicuri e che si auto-difendano dagli attacchi esterni”.

Le smart road e il futuro della mobilità

Cosa c’è nel futuro di Teoresi? Intanto vi sono le Smart Road. Si tratta di strade intelligenti, come suggerisce il termine, su cui sono installati sistemi di comunicazione integrata tra strada e veicolo (sensori sull’asfalto, semafori e fermate dei bus intelligenti, telecamere, etc) e anche tra veicolo e veicolo. Queste strade, grazie a potenti infrastrutture cloud e all’analisi continua dei dati, permetteranno di migliorare il livello di sostenibilità ambientale (creando, ad esempio, un’onda verde con semafori in grado di dialogare con le auto) e maggiore sicurezza. Da qui lo slogan “Zero emissioni, zero traffico, zero incidenti”, in una città che sarà sempre più in grado di migliorare la qualità della vita e l’inclusione dei propri cittadini. Non si tratta di un sogno ma di un futuro neanche troppo lontano: una delle prime Smart Road nascerà proprio a Torino grazie a Torino City Lab, e Teoresi è in prima linea per fornire le conoscenze tecnologiche. Ma oltre le Smart Road c’è di più. “Noi guardiamo già allo Spazio - ci confida emozionato Valter Brasso - a quello che sarà il futuro, a partire dalle macchine volanti fino alla conquista di nuovi territori e nuove opportunità. Noi ci stiamo già lavorando”.

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