Questo altro futuristico mondo che è il Metaverso

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Roberta Giuili

Il termine è stato coniato in un romanzo. Oggi ci si chiede in cosa consista questo universo virtuale e se un giorno possa sostituire del tutto quello in cui viviamo oggi

Il Metaverso rappresenta uno spazio tridimensionale all'interno del quale persone fisiche possono muoversi, condividere e interagire attraverso avatar personalizzati. Lo scrive l’Enciclopedia Treccani, spiegando che si tratta della definizione che coniò Neal Stephenson nel romanzo Cyberpunk Snow Crash del 1992. Ma in concreto cosa si può fare in questo mondo-altro?

Il metaverso come l'evoluzione dello smartphone

"Per fare un paragone col passato è come immaginare quello che era il digitale prima del 2007, cioè prima dell’arrivo degli smartphone", spiega Alessandro Giglio, Fondatore di Giglio Group. La sua azienda ha aperto un'unità di business proprio dedicata allo sviluppo di progetti sul Metaverso e gli NFT. “Lo smartphone ha permesso di riunire insieme molte cose che facevamo separatamente: improvvisamente potevamo chattare, navigare su Internet, controllare le previsioni del tempo tramite un unico strumento. Il metaverso è l’evoluzione di questo”, spiega Giglio. 

Mondi virtuali con possibilità commerciali e non solo

In questo mondo virtuale si può fare di tutto: andare a fare shopping, lavorare, partecipare a un flash-mob. La startup Coderblock sta addirittura sviluppando la prima città virtuale. Tramite un link si accede alla piattaforma e ci si immerge in una vera e propria esperienza: che sia un seminario, un evento musicale, una visita medica. "Deve essere più semplice di accendere una videochiamata", spiega Danilo Costa, fondatore di Coderblock, "finora uno degli scogli era proprio quello che si pensava che per accedere a questi ambienti virtuali servisse essere dei tecnici".

Fondere realtà fisica e virtuale

Quello che ci si chiede è se questo altro, futuristico, mondo del Metaverso, soppianterà l'universo in cui viviamo oggi. "La realtà fisica e quella virtuale si fondono", spiega Alessandro Giglio, "ma questo vuol dire anzi che avremo più tempo per le relazioni sociali, per creare rapporti umani e per goderci il mondo fisico".

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