Esplora Sky TG24, Sky Sport, Sky Video

"CapisciAMe", l'app che capisce proprio tutti

2' di lettura

Sempre più le nuove tecnologie che permettono ai disabili di superare le barriere. Da Pisa l'idea di un "assistente virtuale" in grado di comprendere anche chi ha difficoltà a parlare

"Le nuove tecnologie possono aiutare a risolvere le esigenze delle persone disabili", spiega Davide Mulfari, 34 anni, ingegnere informatico. La sua ricerca di dottorato all'Università di Pisa è nel campo del Virtual Assistant Tecnology. Per interagire con lo smartphone e rendere più accessibile la sua casa ha bisogno di un assistente virtuale ma quelli popolari non riconoscono le sue parole perché Davide è disartrico. Eppure per lui non si tratta soltanto di comodità ma di autonomia. Davide vuole accendere una luce o uno schermo, regolare il riscaldamento, fare da solo quante più cose possibili. Per questo ha progettato "CapisciAMe", un'app che si può scaricare gratuitamente e promette di semplificare i rapporti tra l'internet delle cose e le persone.

Il sogno di Davide

Davide si muove su una carrozzina e ha problemi di linguaggio perché ha subito un paralisi cerebrale. Nonostante questo è riuscito a laurearsi in Ingegneria informatica all'Università di Messina che poi l'ha assunto a tempo indeterminato per occuparsi di software. A Pisa ha ottenuto un assegno di ricerca e sta preparando la sua tesi. Si occupa della tecnologia che può migliorare la vita delle persone disabili o degli individui che si ritrovano all'improvviso ad affrontare le stesse difficoltà perché colpite da ictus o malate degenerative come la SLA. Essere capiti è importante.

Cercasi "donatori di voce"

Il problema è che la parole sono pronunciate da tutti diversamente e in un mondo dove ogni cosa ha un costo le aziende non sembrano intenzionate a sviluppare software che non interessano a grandi volumi di mercato. L'Open Source in questi casi è una vera rivoluzione. Davide attende così il contributo su 13 parole essenziali per comandare un computer tra cui "alto", "basso", "destra", "sinistra", "chiudi" e "apri". I donatori  con difficoltà di linguaggio hanno un feedback immediato e il loro contributo è determinante per migliorare la funzionalità dell'app che si basa su algoritmi di Intelligenza Artificiale spiega Marco Marini, anch'egli dottorando al Dipartimento di Ingegneria dell'Informazione: "È proprio come un bambino che sul linguaggio ha tutto da imparare".

Leggi tutto
Prossimo articolo
Segui Sky TG24 sui social:

SCELTI PER TE

    Aggiungi Sky TG24 al tuo Homescreen

    Clicca l'icona e seleziona

    "Aggiungi a Schermata Home"

    Aggiungi Sky TG24 al tuo Homescreen

    Clicca l'icona e seleziona

    "Aggiungi a Home"