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Facebook, ex capo sicurezza: “Zuckerberg dovrebbe cercare un sostituto”

2' di lettura

Dopo l’attacco del co-fondatore Chris Hughes, sul potere di Mark Zuckerberg è intervenuto anche Alex Stamos, il quale ha suggerito come nuovo Ceo Brad Smith, attuale presidente di Microsoft 

“Mark Zuckerberg dovrebbe dimettersi e assumere un nuovo Ceo”. A dirlo è Alex Stamos, ex capo della sicurezza di Facebook, secondo il quale è “legittimo” affermare che il numero uno di Menlo Park possiede troppo potere, facendo riferimento al duro attacco di pochi giorni fa da parte di Chris Hughes, co-fondatore del social network. “Deve abbandonare un po’ di questo potere. Se fossi in lui, cercherei un sostituto”, ha aggiunto l’ex dirigente, le cui dichiarazioni sono state riprese dalla Cnbc. Stamos, che ha lasciato la compagnia nel 2018, ha poi lanciato una suggestione, indicando come successore ideale l’attuale presidente di Microsoft, Brad Smith.

“Zuckerberg dovrebbe concentrarsi sui prodotti”

Stamos è stata la prima persona di Facebook ad accorgersi delle interferenze russe durante la compagna politica per le Presidenziali del 2016 - motivo, inoltre, del suo divorzio con il gruppo - e quindi conosce bene i problemi che affliggono la società e il suo leader in particolare. Da quando, lo scorso marzo, il responsabile dei prodotti, Chris Cox, ha lasciato la compagnia, Zuckerberg ha assunto la guida anche di questa divisione ed è proprio qui, sottolinea Stamos, che dovrebbe concentrare i suoi sforzi, cedendo il comando a qualcun altro. “I prodotti sono la sua vera passione. Per questo dovrebbe assumere un nuovo amministratore delegato, che sia in grado di dare segnali di cambiamento sia interni che esterni all’azienda”.

Hughes: “Facebook va separata”

Le parole di Alex Stamos giungono a seguito del recente editoriale apparso sulle colonne del New York Times firmato da Chris Hughes, co-fondatore di Facebook, il quale ha definito “sconcertante” e “anti-americano” il potere in mano a Mark Zuckerberg, auspicando una separazione della compagnia. “Mark è ancora un ragazzo bravo e gentile, ma il suo potere è senza precedenti: possiede tre piattaforme di comunicazione che miliardi di persone usano tutti i giorni, controlla il 60% dei voti del Cda e può cambiare gli algoritmi decidendo cosa gli utenti possono vedere nel loro news feed”, ha argomentato Hughes. Dal canto suo, Facebook ha riferito di accettare che con il successo arrivi anche la responsabilità, la quale, però, non va cercata con lo smembramento di un'azienda americana di successo, ma con nuove regole per internet, proprio come chiede Zuckerberg.

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