Facebook lancia le petizioni online per supportare le cause politiche

Tecnologia
Foto di archivio (Getty Images)

Il social ha reso disponibile negli Usa Community Action, un portale attraverso il quale gli utenti potranno sostenere le loro cause e contattare organizzazioni, politici e autorità locali 

Facebook ha reso disponibile negli Stati Uniti una nuova piattaforma, chiamata Community Action, attraverso la quale gli utenti potranno creare e lanciare delle petizioni politiche dirette a organizzazioni, politici o autorità locali per esprimere quali sono le loro volontà e le azioni che vorrebbero vedere intraprese.

Uno strumento per le comunità

Oltre a creare una petizione, tramite il nuovo portale i fruitori del social network potranno taggare esponenti politici o associazioni locali e invitare i propri amici a sostenere la propria causa. Tutti coloro che decidono di aderirvi potranno poi dialogare tra loro e organizzare eventi o raccolte fondi direttamente attraverso la piattaforma.
Negli ultimi anni, Facebook ha lanciato diversi strumenti aventi lo scopo di coinvolgere maggiormente le persone all’interno delle loro comunità e permettere loro di entrare facilmente in contatto con le autorità locali o con i diversi candidati politici di ciascuna circoscrizione. Un portavoce del celebre social network fondato da Mark Zuckerberg ha definito la Community Action come un mezzo che consente alle persone di “richiedere dei cambiamenti per le loro comunità e collaborare con i funzionari eletti e le agenzie governative sulle soluzioni da mettere in atto”.

Le implicazioni politiche

Tuttavia, come riporta TechCrunch, la nuova funzione impegnerà ancora di più i moderatori di Facebook, che saranno chiamati a stabilire le azioni che si potranno intraprendere o meno tramite la Community Action. Queste decisioni avranno inoltre delle implicazioni politiche che potrebbero compromettere la posizione del social: censurare o lasciar passare una petizione controversa potrebbe essere causa di numerose critiche da parte degli schieramenti chiamati in causa.
In ogni caso, Facebook darà la priorità alle azioni intraprese a livello locale, dove i sostenitori hanno una posta in gioco più tangibile. Per questo motivo, gli utenti non potranno taggare i politici nazionali, come il presidente Donald Trump o il suo vice Mike Pence.

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