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In soccorso agli operai arriva il sistema robotico con una coppia extra di braccia

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2' di lettura

Dall’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) arriva una nuova tecnologia indossabile pensata per ridurre gli sforzi dei lavoratori e in grado di dimezzare la fatica

Due braccia in più fanno sempre comodo: dall’Istituto Italiano di Tecnologia (lit) arriva un sistema robotico con una coppia extra di arti.
La tecnologia, pensata per ridurre gli sforzi compiuti dagli operai durante il loro lavoro, dona a chi la indossa due arti robotici in più, in grado di dimezzare la fatica.
Ispirato al dio Visnù, nota divinità con quattro braccia, il progetto si deve al lavoro congiunto dei laboratori Hrii (Human Robot Interfaces and physical Interaction) e SoftBots (Soft Robotics for Human Cooperation and Rehabilitation).

Il sistema con due braccia in più si indossa come uno zaino

Il sistema con due braccia, ideato e progettato sotto la guida di Arash Ajoudani e Antonio Bicchi, può essere indossato comodamente, in modo del tutto simile a uno zaino, e permette di contare su due arti in più con mani robotiche, pensati per alleggerire gli sforzi durante il sollevamento dei pesi. Il suo utilizzo diminuisce il carico sulle spalle, sui gomiti e sui polsi ed è particolarmente utile quando si compiono lavori che prevedono l’utilizzo di attrezzature che generano vibrazioni.
"Il nostro obiettivo è introdurre nell'industria dei sistemi robotici in grado di aiutare fisicamente i lavoratori a svolgere le proprie mansioni in modo sicuro e confortevole”, spiega Arash Ajoudani, coordinatore del progetto, in occasione dell’avvio dei primi test per valutare le potenzialità dell’innovativa tecnologia indossabile.

Le prime braccia robotiche pensate per assistere attivamente i lavorati

Il nuovo sistema robotico, ideato dagli esperti dell’Istituto Italiano di Tecnologia (lit), è solo l’ultimo degli automi realizzati per venire incontro alle esigenze dei lavoratori. È, invece, il primo pensato per assistere attivamente gli operai fornendo loro un prezioso aiuto per alleggerire la fatica.
Al Iit si deve anche il progetto di autonomi in grado di monitorare lo sforzo fisico durante il lavoro e di prevedere le azioni degli uomini, o anche di braccia robotiche progettate per fornire supporto ai lavoratori, passando loro gli strumenti di cui hanno bisogno.
"Il più delle volte i robot vengono progettati per condividere l'ambiente di lavoro con l'uomo in sicurezza, evitando collisioni accidentali o contatti sporadici, ma pochi sono pensati per dare assistenza attiva, ridurre gli sforzi e migliorare la produttività del lavoratore”, spiega Ajoudani.

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