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Un nuovo radar consente ai sottomarini di comunicare con gli aeroplani

Foto di archivio (Getty Images)
1' di lettura

Un team di ricerca del Massachusetts Institute of Technology ha creato un radar ad alta frequenza in grado di convertire le onde prodotte dai sonar in segnali radio che possono essere interpretati dai veicoli che solcano i cieli 

La comunicazione tra sottomarini e aerei è sempre stata difficoltosa. I segnali diffusi dai sonar si riflettono sulla superficie dell’acqua e molto raramente riescono a raggiungere l’atmosfera. I ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (MIT) sono riusciti a mettere in contatto i due mezzi di trasporto utilizzando un radar ad alta frequenza in grado di rilevare piccole increspature sugli specchi d’acqua, create da un ordinario altoparlante subacqueo. La nuova tecnologia consente l’invio di messaggi tra le profondità marine e il cielo.
Fino a ora, i sottomarini potevano mettersi in contatto con gli aerei solamente emergendo in superficie, ma così facendo correvano il rischio di rivelare la propria posizione. Talvolta venivano utilizzate delle boe per ricevere le onde emesse dai sonar e trasformarle in segnali radio, gli stessi utilizzati dai mezzi volanti per comunicare.

Comunicazione mare-cielo

“Provare a superare il confine tra l’acqua e il cielo con un segnale wireless è stata un’autentica sfida”, ha dichiarato Fadel Adib, ricercatore del MIT Media Lab. Il sistema messo a punto dal team di scienziati utilizza un altoparlante subacqueo per indirizzare i segnali dei sonar direttamente verso la superficie dell’acqua, creando così delle minuscole increspature dall’altezza di pochi micrometri. Queste ultime possono essere rilevate da un radar ad alta frequenza posto sopra lo specchio d’acqua e trasformate in messaggi tramite un processo di decodificazione.
I ricercatori hanno testato la propria idea in una piscina e sono riusciti a ricevere dei messaggi in superficie provenienti dalle profondità della vasca. Tuttavia, il sistema richiede molto tempo per l’invio di una massiccia quantità di dati e non è utilizzabile quando le onde sono più alte di 16 centimetri.
Funziona perfettamente nelle giornate calme e con lievi disturbi della superficie dell’acqua. L’intenzione dei ricercatori è perfezionarlo fino a quando non riuscirà a svolgere i suoi compiti in ogni condizione atmosferica.

I limiti della tecnologia

Si tratta, inoltre, di una forma di comunicazione a senso unico: i sottomarini possono inviare messaggi agli aerei, ma per ora non è possibile fare il contrario. Il team di scienziati spera di riuscire a sviluppare un algoritmo in grado di eliminare tutto il rumore di sottofondo prodotto dall’oceano e isolare le piccole increspature causate dall’attività dei sonar.
Questa nuova tecnologia potrebbe, in futuro, aiutare gli aerei o i droni a recuperare le scatole nere dei velivoli precipitati nell’oceano. 

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