Accenture, IA e “fabbrica aumentata”: come si sta trasformando la manifattura
"Il manifatturiero si scontra con la sfida di dover connettere moderni sistemi software con macchinari a volte datati e comunque già installati in fabbriche esistenti. Ma il divario si sta colmando", spiega Andrea Ruzzi, responsabile Consumer&Manufacturing di Accenture. Dalla simulazione dei processi al ruolo degli agenti intelligenti: ecco alcune novità
L’Intelligenza Artificiale è sempre più presente e usata nel mondo del lavoro, in diversi ambiti, soprattutto in quello bancario, assicurativo, telefonico e anche farmaceutico. Secondo gli ultimi dati Eurostat, nel 2025, quasi il 20% delle imprese dell’Unione europea con 10, o più, dipendenti e lavoratori autonomi ha utilizzato tecnologie di Intelligenza Artificiale per svolgere la propria attività. In particolare, le grandi imprese hanno utilizzato l'IA più di quelle piccole e medie. Ma qual è la situazione se si guarda al settore specifico della manifattura? "L’adozione dell’IA nel settore manifatturiero è ad oggi molto più limitata rispetto a quella registrata in altri settori quali i Financial Services e le Telco", spiega Andrea Ruzzi, responsabile Consumer&Manufacturing di Accenture. In particolare, "il manifatturiero si scontra con la sfida di dover connettere moderni sistemi software con macchinari a volte datati e comunque già installati in fabbriche esistenti, rendendo l'adozione più complessa. Ma il divario si sta colmando". In questo scenario ha un ruolo di primo piano la “fabbrica aumentata”, cioè una fabbrica "governata dal software".
Come funziona la “fabbrica aumentata”
Nella “fabbrica aumentata”, l’Intelligenza Artificiale "trasforma l’automazione in capacità decisionale evoluta, creando un ecosistema integrato tra persone e macchine", spiega Ruzzi. Questo crea un vantaggio competitivo, su vari fronti. Il primo è quello della fase di progettazione: diminuiscono i rischi di errore e si riduce così anche il tempo di avviamento. Il secondo vantaggio è che ogni variazione di setup, mix produttivo o pianificazione può essere simulata in un ambiente virtuale e orchestrata da agenti, in anticipo, per valutarne, ad esempio, impatti su qualità, costi, energia e tempi di consegna. "Di fatto, la fabbrica non è più un sistema meccanico connesso, ma diventa un vero e proprio sistema di conoscenza", sottolinea Ruzzi.
Il caso Ariston
Un esempio è quello di Ariston che, ad Albacina, ha deciso, in un progetto implementato proprio con Accenture, di puntare sul modello digitale (digital twin). L’obiettivo è innovare i processi produttivi, con un ecosistema intelligente e con degli agenti che permettano di orchestrare i principali processi manifatturieri. "Il caso Ariston è un modello industriale replicabile e scalabile", chiarisce Ruzzi. "Supera la logica del pilota isolato perché si fonda su una piattaforma unica che rende accessibile tutta la base di intelligenza industriale sviluppata da Ariston ad operatori, manutentori, ingegneri e responsabili di stabilimento, affiancandoli con agenti Ia indipendenti dalle macchine specifiche utilizzate", aggiunge. Ma come verranno usati questi agenti IA? Possono, ad esempio, organizzare la programmazione quotidiana di fabbrica in tempo reale, gestire la qualità del processo di saldatura e ottimizzare la manutenzione dell’impianto di sabbiatura ad Albacina. Non solo. Potranno essere replicati sia negli altri stabilimenti di Ariston che in altre aziende industriali di diversi settori e dimensioni.
Il futuro e il ritardo dell’Italia
Ma se si guarda al futuro, l’Italia è in ritardo: il nostro Paese registra livelli di adozione dell’Ia inferiori alla media europea, con solo circa un terzo delle grandi aziende italiane (quelle sopra 250 dipendenti) che utilizzano l’Intelligenza Artificiale, contro una media Ue del 41,7%. Ma c’è un dato ancor più preoccupante. Come evidenziato dalla ricerca di Accenture (Europe’s AI Reckoning, 2025) appena l’8% dei progetti strategici di Ia monitorati è arrivato a una fase di piena implementazione operativa su larga scala (su un totale di 800 aziende europee analizzate da Accenture fra luglio 2024 e febbraio 2025). "La sfida è grande e non fare qualcosa si traduce nel rischio concreto di perdere un’opportunità. Ma casi come quello di Ariston ci fanno capire che, in Italia, abbiamo anche un’imprenditoria molto attenta", sottolinea Ruzzi.