Eugenio Montale nasceva 125 anni fa, il doodle di Google dedicato al grande poeta italiano

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Nelle sue opere raccontava la condizione umana. Ha combattuto nelle due guerre mondiali e si è fatto interprete degli eventi più drammatici del secolo scorso. Premio Nobel per la Letteratura nel 1975, "ha interpretato i valori umani sotto il simbolo di una visione della vita priva di illusioni"

È il 12 ottobre e Google ricorda con un doodle Eugenio Montale: uno dei più grandi poeti italiani del Novecento e Nobel per la Letteratura che nacque a Genova esattamente 125 anni fa, nel 1986. Con le sue esperienze al fronte nelle due guerre mondiali, ha raccontato la condizione umana facendosi interprete degli eventi più drammatici del secolo scorso.

Da 'Ossi di seppia' al Premio Nobel

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Diplomato in ragioneria, Montale studia da autodidatta il simbolismo francese e il pensiero filosofico di Nietzsche e Schopenhauer. Si arruola nel 1917 per combattere la Prima guerra mondiale. L’esperienza al fronte lo porta a pubblicare le prime poesie sulla condizione umana facendosi interprete degli eventi più drammatici di quei tempi. Quei primi scritti li fa confluire in ‘Ossi di seppia’: una delle raccolte più apprezzate che con testi come “Spesso il male di vivere ho incontrato” mette in evidenza le verità nascoste dietro le apparenze della vita quotidiana. Prende le distanze dal fascismo e nel 1927 si trasferisce a Firenze. Là conosce Elio Vittorini, Salvatore Quasimodo e Carlo Emilio Gadda, e diventa direttore del Gabinetto Vieusseux. Viene richiamato al servizio militare per due anni durante la Seconda guerra mondiale. Si ritira in Svizzera dove può continuare a pubblicare evitando la censura italiana. Finita la guerra, si trasferisce a Milano e inizia a collaborare con il Corriere della Sera. Il Premio Nobel arriva nel 1975: “Per la sua poetica distinta che, con grande sensibilità artistica, ha interpretato i valori umani sotto il simbolo di una visione della vita priva di illusioni”. Fu il quinto italiano a riceverlo, dopo Giosuè Carducci, Grazia Deledda, Luigi Pirandello e Salvatore Quasimodo. Morì il 12 settembre 1981 a Milano.

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