E’ morto Sir Clive Sinclair, pioniere home computer. Aveva 81 anni

Tecnologia

Papà del computer ZX Spectrum, tra le sue creazioni anche calcolatrici tascabili e il triciclo elettrico Sinclair C5. L'inventore britannico è l'uomo all'oroigine della democratizzazione dell'informatica

Se negli anni ’70 molte persone ebbero la possibilità di permettersi di avere un computer a casa il merito è di Sir Clive Sinclair. L’imprenditore e inventore inglese è morto a Londra dopo una lunga malattia, a 81 anni. Molti meno quando progettò il computer che lo ha reso famoso nel mondo, lo ZX Spectrum che la Sinclair Radionics vendette poi in milioni di esemplari in tutto il mondo. Perché per la prima volta il sogno di avere un computer in casa divenne realizzabile ad una cifra accessibile. In quegli anni i dispositivi elettronici erano ancora molto costosi. 

Il successo del Sinclair ZX80

Universalmente conosciuto come il pioniere dell'home computing e delle calcolatrici tascabili, Sir Clive Sinclair fu il visionario a cui dobbiamo l’origine della democratizzazione dell'informatica. Fu dopo aver inventato nel 1972 la prima calcolatrice elettronica tascabile che all’inventore britannico venne l’intuizione di scatenare la rivoluzione dei computer portatili e casalinghi con il primo PC da vendere al dettaglio ad un prezzo che le famiglie avrebbero potuto permettersi, il Sinclair ZX80. E fu un successo, grazie alla vendita di più di un milione di pezzi. Seguirono modelli come lo ZX81 – venduto in Italia già assemblato a 99.000 lire + Iva – e poi il famoso ZX Spectrum nel 1982, più potente e più user-friendly, che accelerò la rivoluzione dei giochi e della programmazione. La sua testa partorì anche il Sinclair QL (quantum leap) che nel 1984 divenne il modello di punta della società, il primo con processore a 16 bit.

Il flop catastrofico del Sinclair C5

Non ebbe la stessa fortuna commerciale – anzi fu davvero un disastro – il Sinclair C5. Era il 1985, l’imprenditore era all’apice del successo grazie all’home computing, quando lanciò sul mercato un'altra invenzione, una sorta di 'tricipide' elettrico. Non era una bicicletta e neanche un'auto, piuttosto una specie di scooter a tre ruote dotato di pedali, da utilizzare in una posizione quasi sdraiata. Il problema era che il Sinclair C5 andava lento, al massimo 20 km all'ora e poteva percorrere solo brevi distanze perché andava a batteria. Ma era pesante e soprattutto così basso da diventare molto pericoloso per chi era alla guida. Il suo lancio fu un flop assoluto. L’imprenditore aveva previsto di vendere circa 100 mila esemplari, non ne riuscì a piazzare più di 17mila. Un vero e proprio fiasco finanziario che provocò a Sinclair molti problemi finanziari.

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