Amazzonia, e-commerce: Bemol batte Amazon grazie a “caboclo”

Tecnologia

La piattaforma permette la consegna di prodotti a chi vive nelle città più sperdute che sorgono lungo il corso del Rio delle Amazzoni e dei suoi affluenti

Ci sono delle città in cui neppure Amazon, il colosso dell’e-commerce per eccellenza, riesce ad arrivare. In questo breve elenco è possibile inserire i comuni più sperduti che sorgono lungo il corso del Rio delle Amazzoni e dei suoi affluenti, dove, nel complesso, vivono migliaia di persone. Il vuoto lasciato dall’azienda di Seattle è stato riempito da Bemol, una società brasiliana fondata nel 1942 e attiva con vari megastore dedicati all’elettronica a Manaus, il capoluogo dello Stato di Amazonas (Nord). L’idea di portare l’e-commerce nelle zone più difficili da raggiungere dell’Amazzonia è nata nel 2018 da un intuizione di Denis Minev, uno dei nipoti dei fondatori.

La nascita di caboclo

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Prima dell’arrivo di Bemol, per i residenti nelle località più sperdute dell’Amazzonia era piuttosto complicato godere dei benefici degli acquisti a distanza. Per ricevere un prodotto dovevano pagare fino al 30% in più del suo prezzo per coprire le spese di spedizione e aspettare per più di un mese la consegna della merce da parte del servizio postale. L’unica alternativa a questa lunga attesa era raggiungere Manaus per effettuare di persona i propri acquisti, operazione che richiedeva un dispendio di tempo e denaro non indifferente. Grazie a Bemol è cambiato tutto: ora i prodotti ordinati online arrivano entro una settimana e senza alcun sovrapprezzo. Parlando con The Economist, Denis Minev ha spiegato che in Amazzonia un modello di e-commerce tradizionale, senza una presenza fisica, non avrebbe funzionato. Per proporre un’alternativa locale ad Amazon, l’azienda brasiliana si è basata sulla sua conoscenza degli usi e dei costumi dell’area per proporre una piattaforma su misura per le necessità degli utenti più difficili da raggiungere: caboclo. Il nome è stato scelto perché racchiude le origini indigene ed europee dei brasiliani, in un miscuglio di tradizione e modernità.

 

Le esigenze degli utenti

Per incoraggiare gli acquisti online, Bemol ha portato il Wi-Fi nelle piazze delle città in cui ha lanciato caboclo, offrendo anche dei minuti di connessione gratis a chi effettua gli ordini e impostando il suo catalogo in modo che venga visualizzato sugli smartphone degli utenti. Adattandosi alle esigenze della regione, l’azienda ha reso possibile agli amazzonici che non hanno risparmi o carte di credito di usare dei prestiti a tasso zero a partire da 150 reais (23,50 €) per finanziare i propri acquisti. Gli ultimi dati indicano che l’85% delle vendite online di Bemol viene pagato in questo modo. Chi non è abituato a navigare su Internet può effettuare i propri ordini o presentare dei reclami con l’aiuto di un addetto presso farmacie e stazioni di servizio galleggianti. 

 

Un’idea vincente

Bemol affida le consegne alle navi passeggeri e ai mercantili attivi in tutta la regione. Queste imbarcazioni trasportano merce di ogni tipo lungo il corso del Rio delle Amazzoni e dei suoi affluenti. Una soluzione di certo particolare, ma che sta dando i suoi frutti, proprio come il resto del progetto. La scommessa di Minev, infatti, si è rivelata vincente. Solo ad aprile 2019, il mese in cui è stato lanciato il progetto nella città di Autazes (100 km a valle di Manaus) si sono registrati 113 ordini e oltre 11 mila euro di incassi. Dallo scorso febbraio Bemol ha cominciato a raggiungere una dozzina di città amazzoniche, realizzando in un solo mese un fatturato di oltre 400 mila euro. Il vero boom è arrivato a giugno, dopo i mesi più duri dell’emergenza coronavirus, quando i ricavi hanno raggiunto la quota di 1,6 milioni di euro. 

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