Google, rischio class action per problemi legati a Pixel 3

Tecnologia

In un comunicato pubblicato sul sito ufficiale, lo studio legale CSK&D spiega di aver avviato un’indagine per l’avvio di una potenziale causa contro Big G e invita gli utenti in possesso di questi smartphone con eventuali problemi a contattare i propri legali

Google è finita nel mirino di uno studio legale statunitense che starebbe valutando l'attivazione una class-action contro il colosso di Mountain View a causa di problemi che riguardano gli smartphone Pixel 3. 

Uno dei presunti difetti fa sì che il telefono scarichi rapidamente e inaspettatamente la carica della batteria e poi si spenga immediatamente.

Oltre ai gravi problemi legati alla batteria dei Pixel 3, molti utenti avrebbero segnalato una netta riduzione della qualità delle foto e dei video e continui crash delle app utilizzate.

Lo studio legale che sta portando avanti il caso è Chimicles Schwartz Kriner & Donaldson-Smith LLP.

 

Lo studio legale chiede la collaborazione degli utenti

 

In un comunicato pubblicato sul sito ufficiale, CSK&D spiega di aver avviato un’indagine per l’avvio di una potenziale causa contro Big G e invita gli utenti in possesso di smartphone Google Pixel 3 con problemi a contattare i propri legali e a compilare un modulo dedicato per contribuire alle indagini.

Gli avvocati, come comunicato dallo studio legale, stanno attualmente esaminando le cause dei difetti, cercando di scoprire se possono, in qualche modo, essere collegati all’hardware con cui lo smartphone è stato lanciato sul mercato. Al termine della fase di valutazione decideranno se citare in giudizio Google. 

 

Il caso Newxus 6P

 

Non è la prima volta che Google potrebbe finire in tribunale per problemi legati a suoi dispositivi mobile. Un esempio è stato il Nexus 6P, sviluppato in partnership con Huawei. In seguito all’acquisto sempre più clienti avevano iniziato a segnalare alcuni seri problemi di funzionamento, che portavano lo smartphone a spegnersi anche con la batteria pienamente carica per poi bloccarsi nel cosiddetto “bootloop”, riavviandosi di continuo alla riaccensione.

Le lamentele hanno portato all’attivazione di una class-action negli Stati Uniti contro Huawei e Google, accusate di frode per aver continuato a vendere lo smartphone nonostante i conclamati malfunzionamenti, di cui le due aziende sarebbero state oltretutto consapevoli.

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