Coronavirus, Crisanti: “Perplesso su Immuni. Potrebbe essere uno spreco di soldi"

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 “Se la scarica il 60% della popolazione, avrà capacità di mostrare solo il 9% dei casi. Insomma, una montagna di soldi buttati”,  dichiara il virologo

Nel corso di un intervento nel programma “Non è un paese per giovani”, su Rai Radio 2,  Andrea Crisanti ha dichiarato di avere delle perplessità nei confronti dell'app Immuni.  “Se la scarica il 60% della popolazione, avrà capacità di mostrare solo il 9% dei casi. Insomma, una montagna di soldi buttati”, ha spiegato Il direttore del dipartimento di Medicina molecolare dell’Università di Padova.

L'epidemia non è ancora finita

 “Non siamo ancora usciti dall’epidemia, anche se i numeri sono incoraggianti”, ha aggiunto Crisanti. “È nostro dovere aggredire il virus effettuando i tamponi e facendo rispettare il distanziamento sociale”. Il virologo ha sottolineato che attualmente la carica virale di Sars-CoV-2 è diminuita, grazie anche all’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, e che di conseguenza anche la malattia è meno grave rispetto a prima.

 

Le due tipologie di anticorpi

 

Parlando degli anticorpi, Crisanti ha spiegato che ne esistono due tipologie: una impedisce al virus di infettare le cellule dell’organismo, mentre l’altra protegge l’organismo da una successiva infezione. Solo 20 persone su 100 sviluppano questo secondo tipo di anticorpi. Per quanto riguarda le cure col plasma, il virologo ha dichiarato che si tratta di un approccio terapeutico utilizzato da 70 anni. “La somministrazione è sicura. L’unico problema è che è difficile da standardizzare in questo momento. Non ce n’è abbastanza”.

 

La contrarietà alla riapertura delle discoteche

Nel corso dell'intervista, Crisanti si è detto contrario alla riapertura delle discoteche. Il virologo ha spiegato che dall’esperienza di Vo’ Euganeo è emerso che sono principalmente i giovani a infettarsi. “Gli anziani sono più vulnerabili, ma quelli che si infettano e diffondono la malattia sono i giovani”, ha chiarito l’esperto.L’esperto ha poi espresso la sua opinione sull’utilizzo dei tamponi. “Fare il tampone a tutta la popolazione italiana sarebbe un errore operativo. I tamponi devono essere fatti intorno ai casi positivi e utilizzati come strumenti di controllo”.

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