Coronavirus, gli hacker lo sfruttano per trasmettere malware: ecco come

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In corrispondenza con l’epidemia, gli esperti di Kaspersky hanno notato un aumento della trasmissione di malware camuffati da documenti che danno suggerimenti su come proteggersi dal virus 

Il coronavirus dichiarato emergenza globale dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) può diventare una minaccia anche a livello informatico. Come spiegato dalla società di cybersecurity Kaspersky, infatti, sono svariati i casi accaduti negli ultimi giorni in cui gli hacker hanno provato a sfruttare il virus per trasmettere file dannosi che vengono spacciati per documenti informativi contenenti consigli per proteggersi dall’epidemia. Ignari dell’inganno, molti utenti potrebbero essere portati ad aprire questi messaggi, installando involontariamente sui propri dispositivi programmi malevoli che mettono a rischio i dati personali delle persone.

Coronavirus, gli hacker lo utilizzano come “esca”

La continua circolazione di notizie riguardanti il coronavirus (LE NOTIZIE IN DIRETTA SUL VIRUS) cinese rende Internet uno strumento prezioso ma, allo stesso tempo, un luogo virtuale ricco di insidie. L’epidemia che ha provocato migliaia di casi, concentrati in Cina ma con alcuni episodi nel resto del mondo, rappresenta infatti un’esca perfetta da sfruttare per i criminali informatici. L’azienda di sicurezza informatica Kaspersky ha infatti rilevato diversi tentativi fraudolenti negli ultimi giorni: gli hacker hanno cercato di ingannare le proprie vittime trasmettendo documenti in formato pdf, mp4 o docx presentati come guide, video o testuali, utili a proteggersi dal coronavirus. In realtà, secondo gli esperti questi file contenevano trojan, worm e altre minacce informatiche capaci di eliminare, modificare o bloccare i dati degli utenti, o in alcuni casi persino in grado di compromettere il funzionamento dei computer o delle reti. Anton Ivanov di Kaspersky spiega che “finora abbiamo osservato solo 10 file unici ma, come spesso succede con argomenti di interesse generale, prevediamo che questa tendenza possa crescere”. Sarà specialmente la grande preoccupazione attorno al tema che, secondo Ivanov, favorirà la diffusione di “sempre più malware che si nascondono dietro a documenti falsi sulla diffusione del coronavirus".

Google e Facebook contro informazioni false

Un altro fenomeno informatico emerso con il coronavirus è quello legato alla diffusione di fake news, che Facebook sta provando ad arginare con la rimozione di post e video contenenti questo tipo di notizie. Per favorire la circolazione di informazioni certificate in rete, inoltre, Google ha attivato il servizio SOS Alert per mettere in evidenza gli aggiornamenti rilasciati dall’Oms per ogni ricerca relativa al termine “coronavirus”.

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