Internet, gli over 65 italiani sono meno attivi sui social rispetto ai coetanei europei

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A indicarlo è uno studio coordinato da Emanuele Sala, docente del dipartimento di Sociologia e ricerca sociale dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Le piattaforme più gettonate sono WhatsApp (52%), Facebook (36%) e YouTube (10%) 

Rispetto ai loro coetanei europei, gli italiani con più di 65 anni sono molto meno attivi sui social media: nel 2016 solo il 7% di questa fascia della popolazione utilizzava piattaforme come Facebook e Twitter, contro il 16% della media europea. È quanto emerge da uno studio condotto nell’ambito del progetto Ageing in a Networked Society, coordinato da Emanuele Sala, docente del dipartimento di Sociologia e ricerca sociale dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, e sostenuto da Fondazione Cariplo.

I social più usati dagli over 65

Tutti i dati della ricerca saranno presentati il 13 gennaio all’Università di Milano-Bicocca, assieme ai risultati di altri studi che hanno indagato il rapporto fra gli anziani e le nuove tecnologie. Tra questi, spicca un progetto che, tramite l’utilizzo di un’apposita applicazione di monitoraggio, ha analizzato l’uso dei social network da parte di 30 volontari Auser di Monza di età compresa tra i 65 e i 75 anni. Lo studio ha permesso ai ricercatori di stabilire che in media gli anziani consultano lo smartphone 127 volte al giorno, per un totale di un’ora e 8 minuti e un tempo medio di 32 secondi per volta. Il social più utilizzato dagli over 65 è WhatsApp (52%), seguito da Facebook (36%), YouTube (10%), LinkedIn (1%) e Instagram (1%).

Il divario digitale in Italia

Il rapporto dell’Istat “Cittadini e Ict” indica che in Italia esiste un forte divario digitale, legato prevalentemente a fattori culturali e generazionali. Il 95,1% dei nuclei familiari in cui è presente almeno un minorenne dispone di un collegamento alla banda larga, ma la percentuale scende al 34% nelle famiglie composte solamente da persone con più di 65 anni. Nella maggior parte dei casi, le famiglie che non hanno accesso alla rete indicano come principale motivazione l’incapacità di navigare su Internet (56,4%), tuttavia esiste anche un 25,5% che non reputa il web uno strumento utile e interessante. Infine, nel 13,8% dei casi la scelta dipende da fattori economici. 

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