MusA è l’app milanese che apre i musei a chi ha disabilità visive

Tecnologia
Un esempio della realtà aumentata nell'app MusA (UniMi)

Il progetto sviluppato da Università di Milano e ANS punta a sfruttare gli strumenti già presenti sugli smartphone, dalla lettura automatica alla Realtà Aumentata, per permettere a ipovedenti e non vedenti di visitare i capolavori nei musei

Una nuova app sviluppata dall’Università degli Studi di Milano permetterà anche a chi ha delle disabilità visive di visitare i musei ed ammirarne le opere. Chiamata MusA (Museo Accessibile), l’applicazione sfrutta gli strumenti già presenti sugli smartphone per riconoscere i quadri attraverso la fotocamera e descriverne nei dettagli le diverse parti, facendo affidamento anche sulla Realtà Aumentata. L’app MusA è stata realizzata dal Dipartimento di Informatica in collaborazione con ANS (Associazione Nazionale Subvedenti), allo scopo di “di ampliare il più possibile la platea dei fruitori delle opere d’arte, unendo persone con disabilità e non".

L’app MusA fa visitare i musei a non vedenti e ipovedenti

L’app MusA apre i musei anche a non vendenti o soggetti con disabilità visive. Chi la scarica potrà visitae una mostra e semplicemente puntare la fotocamera dello smartphone verso l’opera a cui è interessato. Grazie al contributo di ANS il software integra la funzione DescriVendo che fornisce una “descrizione molto dettagliata e oggettiva” delle opere inquadrate. I testi proposti possono essere ingranditi per gli ipovedenti, ma l’app presenta anche una funzione di lettura automatica per i non vedenti. Inoltre, MusA può contare sulla realtà aumentata, che evidenzierà sul display le parti dell’opera che vengono descritte e consentirà a chi la utilizza di interagire, dando informazioni su una precisa parte di un quadro quando questa verrà toccata dall’utente sullo schermo. 

Dove utilizzare l’app MusA a Milano

Il Comune di Milano spiega che l’app MusA sarà una nuova opzione che arricchirà le “visite guidate con il metodo DescriVedendo che già sono attive alla Pinacoteca di Brera, al Museo del Novecento, a Casa Boschi Di Stefano e al Cenacolo Vinciano”. Entro il 2020, la nuova applicazione potrà essere utilizzata dalle persone non vedenti o ipovedenti per visitare “tre nuovi capolavori del Castello Sforzesco, la Pietà Rondanini di Michelangelo e altre due opere conservate presso la Pinacoteca del Castello”. Secondo Gabriele Rabaiotti, assessore alle politiche sociali e abitative, rendere l’arte accessibile a tutti contraddistingue “una città più civile, nella quale la cultura non viene considerata un accessorio, ma una parte essenziale della vita dei cittadini”.

Milano dietro lo sviluppo di MusA

Tra gli strumenti messi a disposizione delle persone ipovedenti, MusA propone anche funzioni quali i filtri, che possono essere utilizzati per aumentare la luminosità di un’opera o per vederla a colori invertiti. Il nuovo progetto, coordinato dal docente di informatica della Statale Sergio Mascetti e finanziato da Fondazione Comunità Milano, viene presentato in occasione della Settimana Internazionale dei diritti delle persone con Disabilità e proseguirà fino a marzo 2021. Tra le recenti novità pensate per i soggetti con disabilità visive c’è quella di Google Maps, che ha introdotto una guida vocale per aiutare le persone a spostarsi all’interno delle città. 

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