Amazon, un 2018 da record: entrate oltre i 200 miliardi di dollari

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La società di Jeff Bezos ha superato ogni aspettativa con un quarto trimestre senza precedenti, chiuso con un incasso di 72,4 miliardi, il 20% in più rispetto al 2017 

È stato un 2018 da record per Amazon, concluso con un quarto trimestre che ha sorpreso tutti, battendo pure le attese di Wall Street con entrate e profitti senza precedenti. Negli ultimi tre mesi dello scorso anno, infatti, il colosso del commercio online è stato capace di incassare 72,4 miliardi di dollari contro i 71,9 miliardi delle stime, con un aumento del 20% rispetto al 2017.

Incassati 21 miliardi di dollari

A giocare a favore della società fondata da Jeff Bezos è stato l’ottimo andamento delle vendite in occasione del Black Friday, del Cyber Monday e di tutto il periodo natalizio, quando Amazon ha fatto registrare la maggior quantità di ordini a livello globale consegnati tramite il servizio Prime. Gli utili netti sono stati pari a 3,03 miliardi di dollari (6,04 dollari per azione), un notevole aumento rispetto all’ultimo trimestre del 2017, chiuso con 1,86 miliardi di dollari di utile. Importante fonte di ricavo sono stati anche la pubblicità (in crescita esponenziale) e altri servizi, come quello del cloud computing.
Amazon ha concluso il 2018 con 232,9 miliardi di dollari di entrate totali, superando la soglia psicologica dei 200 miliardi per la prima volta. Gli incassi, invece, sono cresciuti del 51% rispetto all’anno precedente, attestandosi sui 21 miliardi di dollari.

Amazon è la società di maggior valore al mondo

Se il 2018 si è concluso oltre ogni aspettativa, il 2019 si è aperto ancora meglio per Amazon, diventata a inizio gennaio la società che vale di più al mondo, togliendo lo scettro a Microsoft. A settembre, il gigante dell’e-commerce aveva toccato un valore di 1.000 miliardi di dollari. Nell’ultimo trimestre, i suoi titoli avevano perso il 25%, un calo che ha dato una spinta alla corsa agli acquisti da parte degli investitori, attirati da prezzi più abbordabili. Sul podio, anche Microsoft e Google. Apple, invece, ha perso terreno, a causa delle vicissitudini che l’hanno vista protagonista a cavallo tra dicembre e gennaio. 

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