Nuove emoji: la lista delle candidate a diventare ufficiali nel 2019

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La lista è composta da 77 figure, tra faccine, sport, animali e oggetti. Ecco quali sono e come vengono scelte quelle promosse e quelle bocciate

Le emoji sono un linguaggio sempre più utilizzato per conversare online. Al momento ce ne sono 264, ma ogni anno un consorzio no profit, Unicode, prende in esame nuove candidature e decide quali introdurre. Nonostante le variazioni grafiche presenti su diversi servizi, infatti, esiste un "vocabolario" internazionale riconosciuto. Ed è, appunto, quello di Unicode.

Le emoji in corsa per il 2019

Le candidate a diventare emoji ufficiali nel 2019 sono 77. Ce ne sono di ogni tipo: simboli geometrici, oggetti di arredamento, faccine, gesti, attività, animali e robot. Alcune sono del tutto inedite, altre segnano una versione più dettagliata di emoji già esistenti. Per essere promosse, infatti, non devono essere troppo specifiche, ma neppure accavallarsi con simboli già adottati (o farlo il meno possibile). Tra le favorite per entrare nell'elenco ufficiale c'è la faccina "annoiata" o "stanca". Occhi socchiusi, sbadiglio e manina a coprire la bocca. Tra i gesti, potrebbe entrare quello della mano che indica "una piccola quantità": con indice e pollice distesi, molto vicini. Due le proposte "robotiche": un braccio e una gamba bionici. Non mancano, neppure quest'anno, le proposte sulla parità di genere, con due donne e due uomini che si tengono la mano. Molto amate sono le emoji raffiguranti animali. Sono state proposte quelle di cane-guida e cane con pettorina, ma anche di bradipo, fenicottero rosa, lontra, puzzola e orango-tango che si gratta la testa. Numerose pure le proposte di cibo: aglio, cipolla, waffle, falafel, burro, ostrica, cubetto di ghiaccio, recipiente per bere il mate. Non poteva mancare un'infornata di nuovi oggetti: paracadute, sedia a rotelle, maschera da sub, yo-yo, aquilone, costume da bagno intero, scarpe da ballerina classica, ascia. E per parlare di medicina ecco nella lista delle candidate una goccia di sangue, un cerotto e uno stetoscopio.

Come si scelgono le nuove emoji

Chiunque (cittadini, imprese, organizzazioni no profit) può proporre una nuova emoji. Ma è solo il consorzio Unicode ad ammetterle o bocciarle. Per arrivare alla decisione, si valutano criteri "il più possibile obiettivi" che non badano all'origine della proposta (può arrivare anche dall'interno di Unicode o da grandi compagnie come Apple). Il percorso di una emoji passa da un modulo di richiesta. Le papabili vengono pubblicate e descritte sul sito Unicode.org. Verranno valutate soprattuto in base a tre criteri. Il più importante è la previsione di "alto utilizzo". Ma ci sono anche il "carattere distintivo" (cioè deve essere qualcosa di diverso dalle emoji che già esistono) e "l'ampia portata" (non deve essere eccessivamente specifico ma può assumere sfumature diverse in base al suo utilizzo, proprio come una parola). C'è, infine, un altro fattore di "equilibrio". La scelta dipende anche dalla proposta di "nuovi insiemi" di emoji. Si tratta di faccine del tutto nuove che esplorano la risposta degli utenti. Negli ultimi anni, ad esempio, si stanno imponendo le emoji sulla parità di genere. Per evitare che ci sia un'invasione di emoji, il consorzio limita ogni anno le promosse. Per le altre, non è una bocciatura definitiva: nulla infatti vieta un ripescaggio futuro.

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